Vladimir Luxuria, Berlusconi e Francesca Pascale: Un selfie seppellirà Forza Italia

Il selfie tra Luxuria, Berlusconi e Pascale
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Vladimir Luxuria ha varcato i cancelli di Villa San Martino ad Arcore, invitata a cena da Silvio Berlusconi e Francesca Pascale. L'icona LGBT è decisa a convincere il Cav a sposare la causa gay: Forza Italia sta perdendo la bussola?

Il darwinismo declinato in politica, se si guarda agli ospiti di Silvio Berlusconi a Villa San Martino (Stato Libero di Arcore), è il passaggio da Umberto Bossi a Vladimir Luxuria. L'ex parlamentare di Rifondazione Comunista si è presentato a cena da Berlusconi e Francesca Pascale per convincere il Cavaliere a sposare la causa gay e riconoscere diritti alle coppie omosessuali. Sembrano distanti anni luce gli anni dei vertici tra il leader di Forza Italia e l'ex capo carismatico della Lega Nord, nonché icona del Celodurismo ("Noi ce l'abbiamo duro", il manifesto del Carroccio che fu). Un'altra icona, questa volta del movimento LGBT, ha varcato i cancelli tabù di Arcore grazie al Cavallo di Troia Francesca Pascale, recentemente iscrittasi all'Arcigay in tandem con il giornalista di Libero Vittorio Feltri. A sugellare l'incontro non poteva mancare il selfie d'ordinanza, una delle poche prove dell'esistenza (politica) di Berlusconi al di fuori delle merende al Nazareno con Matteo Renzi.

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Una volta c'erano i patti della Crostata e della Spigola a decidere le riforme sottobanco della II Repubblica. Oggi, ignorando il menu della cena triangolare Berlusconi-Vladimir Luxuria-Francesca Pascale, ci limitiamo ad archiviare un'epoca di velinismo ("Meglio ammirare belle ragazze che essere gay", Silvio dixit) in favore di una svolta pro-diritti civili da parte di Sua Emittenza. Con buona pace dei vari Gasparri, Roccella, Sacconi e altri teo-con del centrodestra in difesa della famiglia tradizionale. I quali, forse, in tutti questi anni hanno sottovalutato i "batteri" gay-friendly insiti nel Berlusconismo: la Luxuria (quella vera) delle Cene Eleganti con Nicole Minetti e le Olgettine, finita nel mirino del femminismo più talebano, non può cancellare un Carrozzone mediatico contornato di lustrini, paillettes, glamour e Signorini. Le tv e i giornali di famiglia rappresentano, da decenni, il vero brodo di cultura da cui emerge la Weltanshauung berlusconiana: individualismo, successo, notorietà ma soprattutto libertà sessuale.

Il Berlusconi di governo, però, era costretto a scendere a patti con l'Acqua Santa e ricusare il mondo da lui stesso creato, abbracciando una visione della società più congeniale Oltretevere. Ora che il Cavaliere è stato disarcionato da una sua stessa invenzione, tal Renzi uscito dalla Ruota della Fortuna, ha riconquistato una parvenza di libertà di manovra. Solo apparente, visto che l'agenda di Berlusconi sembra sempre più eterodiretta, con Francesca Pascale (con Dudù e fagiolini al seguito) nuovo opinion leader in una Forza Italia allo sbando. Il tramonto dell'Impero non è però misurato dai brodini caldi serviti agli anziani di Cesano Boscone, quanto dall'assoluta perdita di controllo di un partito in preda a personalismi e vacuità programmatiche. Nata (volutamente) liquida nel 1994, Forza Italia 20 anni dopo finisce liquefatta. E nelle maglie larghissime del sistema di valori berlusconiano, i Vladimir Luxuria del caso si inseriscono con estrema facilità. Sic Transgender Gloria Mundi.

Niccolò Inches (Twitter: @niccolink)

Crediti: Archivio web, Ice Bucket Challenge: Vladimir Luxuria nomina tutte le politiche omofobe, web , Ansa, Twitter