Berlusconi: Napolitano sulla grazia, analisi e commento

Berlusconi, condannato a 4 anni di carcere dalla Corte di Cassazione per il processo Mediaset
Ecrit par

Il comunicato ufficiale di Napolitano, sugli sviluppi della condanna di Berlusconi nel processo Mediaset e l'eventuale richiesta di grazia, nasconde un significato politico preciso e alcune imprecisioni sugli obblighi del potere giudiziario.

Il comunicato ufficiale del presidente della Repubblica Napolitano, riferito alla possibile richiesta di grazia di Silvio Berlusconi dopo la sentenza del processo Mediaset, ha un significato politico ben preciso. La frase riportata nel comunicato di Napolitano - “Il governo prosegua, una crisi sarebbe fatale, riporterebbe il Paese nell'instabilità” - fornisce ai responsabili del Partito Democratico la giustificazione che mancava per poter continuare il loro governo di coalizione con il condannato Berlusconi. E solleva il condannato Berlusconi da ogni scrupolo di sorta: pur se condannato agli arresti, domiciliari o di qualunque altro tipo, potrà continuare a governare l'Italia per mezzo del partito - il Pdl - di cui è e resterà nell'avvenire il leader di fatto. L'Italia, paese privo di un governo eletto dal popolo sovrano da Novembre 2011, commissariata da un doppio turno di governi tecnici e grande coalizioni, non ha quindi nessuna possibilità di tornare a eleggere democraticamente i suoi governanti attraverso il voto popolare. Non prima dello scadere di questa legislatura, nonostante la condanna definitiva del leader di uno dei due partiti di maggioranza che formano il governo Letta.

Il comunicato di Napolitano, attesissimo, sulle conseguenze della condanna di Berlusconi al processo Mediaset, può essere letto come un tentativo di sollevare il Quirinale dalle responsabilità politiche derivanti da una richiesta di grazia del condannato Berlusconi. A proposito della richiesta di grazia di Berlusconi, che non è ancora stata presentata, Napolitano "suggerisce" velatamente al condannato di non presentarla, ricordandogli la possibilità di pene alternative che lo possono salvare dal carcere e per le quali non è prevista la grazia del Quirinale: "va innanzi tutto ribadito che la normativa vigente esclude che Silvio Berlusconi debba espiare in carcere la pena detentiva irrogatagli e sancisce precise alternative". In realtà i giudici, come ricordato anche dal bravo Alessandro Gilioli sul suo blog Piovono Rane, non sono obbligati a dalla legge a fornire pene alternative al condannato, ma possono decidere in tutta libertà in che misura costui può scontare la pena. Quella di Napolitano, quindi, potrebbe essere interpretata come una forzatura sul potere giudiziario affinché al condannato Berlusconi sia risparmiata la pena e l'umiliazione del carcere, con conseguenze gravissime per l'immagine internazionale dell'Italia e la credibilità stessa del suo governo.

Crediti: kra satira - youtube, Archivio web