Berlusconi condannato: Gli scenari dopo il processo Mediaset e Marina

Silvio Berlusconi
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Berlusconi è ufficialmente un pregiudicato. La sentenza della Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni per frode fiscale, ridotta causa indulto. Il Cavaliere risulta ora ineleggibile: quali prospettive per la politica italiana?

Con la conferma della condanna a carico di Silvio Berlusconi nel Processo Mediaset, si aprono scenari imprevedibili per la politica italiana. Nel discorso seguito alla sentenza della Corte di Cassazione, un Berlusconi commosso e amareggiato (lungi dal Cavaliere solare della discesa in campo nel ’94) ha nuovamente attaccato la “Magistratura irresponsabile” annunciando una “Mobilitazione politica”. Il Cavaliere non sembra dunque intenzionato a tirare i remi in barca, ma resta il nodo decisivo dell’incandidabilità: alla luce dell’art.1 del Decreto Monti (in vigore dal 31 dicembre 2012), “Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni”. Il Dl (qualificato come Testo Unico anticorruzione) ricoprirebbe perciò un ruolo “suppletivo” rispetto alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, per la quale il Palazzaccio ha chiesto una rideterminazione dei termini.

Berlusconi condannato: Gli scenari dopo il processo Mediaset e Marina
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Silvio Berlusconi, in base a tali disposizioni, non potrebbe dunque ripresentarsi alle urne laddove venissero indette nuove elezioni. Un’eventualità, quella del voto anticipato, che spaventa il premier Enrico Letta e buona parte del Partito Democratico, alleato di larghe intese del Popolo della Libertà. ll segretario Guglielmo Epifani, tuttavia, nel suo discorso a caldo dopo la sentenza aveva lasciato intendere che il gruppo Pd a Palazzo Madama non avrebbe salvato Berlusconi dalla decadenza del titolo di Senatore. Lo stesso Decreto Monti, infatti, stabilisce che “La Camera di appartenenza giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle sopraggiunte cause di ineleggibilità e incandidabilità (…) ai sensi dell’art.66 della Costituzione”, in caso di condanna penale di un parlamentare.

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In ogni caso, la condanna di Berlusconi è immediatamente esecutiva e operativa. Dei 4 anni di reclusione comminati all’ex premier, 3 sono cancellati per effetto della Legge sull’Indulto del 2006. Inoltre, dato il suo status anagrafico di ultrasettantenne, Berlusconi non andrà certamente in carcere: la pena detentiva di 1 anno sarà commutata in affido ai Servizi sociali o nell’opzione arresti domiciliari. In ogni caso, l’effetto immediato della condanna è la revoca del passaporto (in particolare quello diplomatico). L’attuale capo del Pdl potrebbe quindi continuare a guidare il partito da Arcore o Palazzo Grazioli, ma risulterebbe un Cavaliere “azzoppato”. Non a caso, in queste ore prende sempre più piede la pista Marina, primogenita del patron Fininvest, che godrebbe del beneplacito di esponenti Pdl come Daniela Santanchè e forse l'amazzone (nonché sottosegretario) Micaela Biancofiore, che ha annunciato di voler "Rimettere il mandato" in segno si protesta. L'autunno caldo della politica è già arrivato.

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