Berlusconi: Decadenza, la Giunta del Senato riunita alle 20

Silvio Berlusconi
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Alle 20 si riunisce la Giunta del Senato in merito alle pregiudiziali sulla Legge Severino, che determinerebbe la decadenza da senatore per Silvio Berlusconi. Preannunciato un voto contro Pd-M5S. Il Pdl attacca: è la fine del governo.

Berlusconi Ultimo Atto. Alle ore 20 di martedì 10 settembre si riunirà la Giunta per le Elezioni del Senato della Repubblica, per decidere in merito alle pregiudiziali avanzate dal Popolo della Libertà (tramite l'ex An Andrea Augello) nei confronti della Legge Severino. Le norme "incriminate" (votate al crepuscolo del Governo Monti) disciplinano infatti le condizioni di incompatibilità tra condanne e cariche pubbliche, determinando così la decadenza del senatore Silvio Berlusconi dalla carica in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale nel Processo Mediaset. Il presidente della Giunta, il vendoliano Dario Stefano, ha preannunciato che il voto unitario di stasera potrebbe essere quello decisivo. Un’accelerazione che non è affatto piaciuta ai colleghi del Pdl: i berlusconiani proveranno a dilazionare ulteriormente la discussione, sulla quale è scontato un voto sfavorevole di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, per mezzo di una quarta pregiudiziale presentata dal senatore Lucio Malan. I "cavalli di battaglia" della difesa del Cavaliere sono soprattutto due: l’irretroattività della norme in discussione, che non potrebbero così applicarsi al caso di Berlusconi, e l’attesa di un pronunciamento di Corte Costituzionale e Corte di Giustizia europea.

La decisione della Giunta potrebbe condizionare irreparabilmente le sorti del Governo Letta, almeno stando alle dichiarazioni belluine degli uomini più vicini allo stesso Berlusconi: “Il voto di stasera è davvero l’ultima spiaggia”, ha affermato un apocalittico Fabrizio Cicchitto, mentre l’ex ministro Renato Brunetta ha rincarato la dose: “Se Letta cade è colpa del Pd (…) Un’alternativa a questo governo esiste già, grazie ai 20 fuoriusciti dal partito di Beppe Grillo”. Persino il “mite” ex presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, ha inveito contro gli alleati/avversari democratici: “Un atteggiamento irresponsabile da parte di Pd e M5S. Se si dovesse votare domani (oggi, n.d.r), non si potrà più parlare di maggioranza di larghe intese (...) La riunione della Giunta è una camera a gas per Berlusconi”, ha tuonato a Porta a Porta. Duro anche l’uomo forte del Pdl nell’esecutivo, il vicepremier Angelino Alfano: “Per far fuori l’avversario politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese”. Mentre il “saggio” del Pd Luciano Violante respinge “Il ricatto del centrodestra”, il segretario della Lega Roberto Maroni guarda già avanti: “Questo governo ha le ore contate”.

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