Beppe Grillo, no al rimborso elettorale per M5S: "BersaniFirmaQui"

Beppe Grillo e Pierluigi Bersani
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La sfida tra Beppe Grillo e Pierluigi Bersani continua. Dal blog beppegrillo.it, lo staff del Movimento Cinque Stelle esorta il leader del centrosinistra a rinunciare pubblicamente al rimborso elettorale.

Nonostante le varie aperture del Partito Democratico, il Movimento Cinque Stelle vuole farsi ricordare così, duro e puro, rinviando al mittente ogni possibilità di collaborazione e trincerandosi dietro un'innocenza politica ancora da mettere alla prova. Mentre nella mattinata dell’11 marzo i 108 deputati grillini hanno varcato il portone di Montecitorio per la prima seduta della Camera, dalla “testata ufficiale” è giunta l’ennesima sfida nei confronti del leader di centrosinistra Pierluigi Bersani. Nel post pubblicato alle 13: 25 sul blog di Beppe Grillo, il Movimento dichiara - come previsto - di rinunciare ufficialmente al rimborso elettorale e ai contributi pubblici per l’attività politica, invitando gli altri rappresentanti a fare lo stesso. In particolare, il Movimento Cinque Stelle lancia un guanto di sfida a Pierluigi Bersani, che attraverso il PD raccoglie il rimborso elettorale più consistente - circa 45 milioni di euro. “Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma”, spiegano dal blog di Beppe Grillo, dove è disponibile persino la dichiarazione che Bersani dovrebbe firmare per ufficializzare la rinuncia.

La proposta di Grillo ovviamente ha cercato risonanza nella rete e si è subito allargata a Twitter, dove è subito schizzato tra i trend topic l’hashtag #BersaniFirmaQui. La proposta, sebbene anticipata a più riprese, si aggiunge alla recenti dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi, che ha invitato Bersani ad aggiungere l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti agli 8 punti stilati all’indomani della Direzione Nazionale del Partito Democratico, tenutasi lo scorso 6 marzo. A rispondere alla provocazione di Grillo è Antonio Misiani, deputato e tesoriere del PD, in un’intervista rilasciata al quotidiano “L’Unità”. “Noi dobbiamo mettere in discussione tutto”, ha dichiarato Misiani, che però non ha risparmiato una frecciata per Grillo. “Aver rinunciato ai rimborsi elettorali è senza dubbio una scelta molto popolare, ma in realtà Grillo ha rinunciato ad una cosa a cui non ha diritto", ha spiegato Misiani, "la legge al riguardo è molto chiara: accedono ai contributi pubblici solo le forze che si danno uno Statuto democratico e questo non è il caso del M5S, nel cui non-statuto sta scritto che il simbolo quindi il movimento - appartiene al sig. Beppe Grillo. Una regola non molto democratica, direi”. Nell’aprile 2012 Antonio Misiani aveva dichiarato che il PD non avrebbe potuto rinunciare neanche all’ultima tranche del rimborso elettorale perché in disavanzo di 43 milioni di euro; sul sito del Partito Democratico è possibile consultare il rendiconto del bilancio 2011.

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