Beppe Grillo 'Moralista del Cazzo': "Ladri fuori dal Parlamento"

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Beppe Grillo torna all’attacco sul blog: “SonoUnMoralistaDelCazzo” diventa l’hashtag-cult su Twitter per tutti i simpatizzanti. Slittato il voto sulla decadenza di Berlusconi, il leader M5S tuona: “Al voto subito, fuori i delinquenti”.

Beppe Grillo è una furia dopo lo slittamento del voto sulla decadenza su Silvio Berlusconi. Nel dibattito alla Camera dei Deputati, a margine della discussione nella Giunta per le Elezioni del Senato, i deputati del Movimento 5 Stelle avevano levato a gran voce la richiesta di “Espellere i delinquenti”, in vista di un’accelerazione della procedura di allontanamento di Berlusconi da Palazzo Madama. La riunione si è poi risolta in una fumata nera, mentre le invettive grilline dai banchi parlamentari (“Il Pd è peggio del Pdl”) hanno provocato la reazione della Presidente Laura Boldrini: “Non sono consentite le offese”, ha ammonito lo scranno più alto di Montecitorio. Il nulla di fatto sulla decadenza del Cavaliere, accompagnato alle critiche degli altri gruppi sul comportamento dei penta stellati in Aula, ha scatenato l’ira del comico genovese sul web: “Ieri, alla Camera, alla richiesta del M5S di espellere i delinquenti, si è levato alto il grido 'Moralisti del cazzo! ' (…) E' un paradosso che invece di accompagnare alla porta Berlusconi, un delinquente condannato in via definitiva, i nominati dai capibastone del pdmenoelle e dal truffatore fiscale, volessero buttare fuori noi, i cosiddetti moralisti (del cazzo). Siamo fieri di essere moralisti del cazzo e soprattutto di starvi sul cazzo”.

Grillo prosegue l'attacco rivendicando le iniziative del M5S di inizio legislatura: “Noi siamo i moralisti del cazzo, quelli che hanno rifiutato i rimborsi elettorali, che si sono tagliati gli stipendi, che hanno rinunciato alle auto blu. Noi siamo i moralisti del cazzo che non vogliono condannati in Parlamento, che mantengono la parola data agli elettori (…) E' vero, siamo moralisti del cazzo e vogliamo moralizzare la vita pubblica, il Parlamento, ogni Comune, ogni istituzione. Vogliamo che l'onestà torni di moda, che i semafori rossi vengano rispettati, che i ladri finiscano in galera, che Camera e Senato diventino dei luoghi rispettabili e non dei postriboli della democrazia”. La filippica auto-apologetica di Beppe Grillo si conclude con un refrain sentito molto spesso questa estate: “Fuori i delinquenti. Al voto subito”. L’impasse da Larghe Intese sul destino parlamentare di Silvio Berlusconi dà nuovo vigore alla pattuglia del Movimento 5 Stelle, per settimane “scosso” dal caso-Orellana (esponente etichettato come “Nuovo Scilipoti” per i propositi di accordo con il Partito Democratico) e con il guru Gianroberto Casaleggio finito nel mirino dei puristi del movimento, a causa della sua partecipazione al forum imprenditoriale di Cernobbio. Grillo e i suoi si ricompattano, malgrado le voci sui 20 dissidenti possibili "stampelle" di Enrico Letta: il nuovo V-Day annunciato dal Gran Capo non sembra poi così lontano.

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