Beppe Grillo: Reato clandestinità, il leader sconfessa i senatori M5S

Beppe Grillo
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Per Beppe Grillo il reato di clandestinità deve rimanere in vigore. L'emendamento approvato in commissione dai M5S Cioffi e Buccarella è sbagliato nel metodo e nel merito. "E' un invito agli emigranti a imbarcarsi per l'Italia".

Il reato di clandestinità deve rimanere in vigore. Beppe Grillo ha postato sul suo blog una dichiarazione che ha sconfessato l'emendamento proposto e approvato il 9 ottobre in commissione Giustizia al Senato da due senatori del Movimento 5 Stelle, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi. Sono parole di fuoco quelle del leader del movimento: "La loro posizione espressa in Commissione Giustizia - ha scritto Grillo nel post - è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito".

E poi Grillo ha spiegato che "nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno. Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo". Il leader del Movimento dopo aver fatto l'esempio di altre nazioni europee dove il reato c'è (Gran Bretagna, Francia), traccia una relazione tra politiche migratorie e consenso elettorale: "Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice 'La clandestinità non è più un reato'".

Crediti: web , Youtube, andrea cioffi