Benedetto XVI: Eredi, il Papa nero Turkson o l'italiano Scola?

Papa Benedetto XVI
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Chi sarà l'erede di Benedetto XVI? La Chiesa può confermare il conservatorismo ed eleggere il cardinale Scola o dare un segnale di rinnovamento puntando sul cardinale ghanese Turkson. C'è anche l'outsider filippino Luis Antonio Tagle.

(di Agostino Piccione). Dopo le coraggiose dimissioni di Benedetto XVI, con le quali è stato violato il tabù secondo cui si sta al proprio posto fino all’ultimo respiro, resta da capire quale scenario si prospetta per il futuro della Chiesa Cattolica. Già il cardinal Martini, nella sua ultima intervista poco prima di morire, esprimeva parole drammatiche sulla Chiesa che, a suo dire, era indietro di trecento anni, interrogandosi su cosa si sarebbe potuto fare in futuro per il bene di questa nobile e antica istituzione. Chissà se anche queste affermazioni abbiano giocato un ruolo nella decisione di papa Ratzinger, oltre alle sue condizioni di salute oramai precarie. Tuttavia adesso si apre una partita importante che potrebbe ridisegnare i delicati equilibri delle gerarchie cattoliche e conseguentemente ripercuotersi sull’intera società. Rinnovamento o perpetuazione di un affannoso conservatorismo nella gestione della Chiesa? Tra i papabili si fa il nome del sessantaquattrenne cardinale africano Peter Turkson, già nominato dallo stesso Benedetto XVI presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace. Uomo dal profilo non troppo curiale, figlio del difficile contesto africano, potrebbe incarnare il profilo ideale per dare vigore e speranza al mondo cattolico. Del resto Ratzinger con le sue parole cariche di lucida dignità tratteggia il profilo base del prossimo papa quando dice che per adempiere al ministero petrino “è necessario sia il vigore del corpo sia dell’animo”.

Benedetto XVI: Eredi, il Papa nero Turkson o l'italiano Scola?

Sarà comunque difficile trovare il cardinale adatto a raccogliere più di 2/3 dei consensi del prossimo conclave, apparentemente molto frammentato. Il gruppo degli italiani, aumentato di molto nel concistoro del febbraio scorso, potrebbe rappresentare un ostacolo forte al cambiamento. Ultimamente, infatti, troppe sono le diocesi italiane riassegnate a vescovi “conservatori”. Non a caso tra i papabili italiani vi sono il molto attivo “tradizionalista” Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, tanto attento ai temi sociali sulla povertà quanto restio a un ripensamento della dottrina cattolica sui diritti civili. Tuttavia la scelta a sorpresa di nominare, lo scorso 24 novembre, sei cardinali stranieri provenienti per lo più dalle parti più povere del mondo (Africa, America latina, Asia), vista alla luce dell’evento storico delle dimissioni, può essere considerata come un incoraggiamento a compiere un’apertura verso la realtà odierna. Non a caso tra questi spunta il nome del filippino Luis Antonio Tagle, arcivescovo cinquantacinquenne di Manila, molto attento ai nuovi media e ai giovani, ma soprattutto lontano dai recenti scandali della curia romana.

Benedetto XVI: Eredi, il Papa nero Turkson o l'italiano Scola?

Previsioni a parte, l’impressione generale è che il prossimo pontefice avrà il non facile compito di portare i pastori di Cristo fuori dalla palude in cui, soprattutto in Occidente, sembrano essersi cacciati. Pensare che tutto possa cambiare da un giorno all’altro è ingenuo, ma da qualcuno bisogna pur iniziare. L’umiltà manifestata da Papa Ratzinger con le sue dimissioni per senso d’inadeguatezza può concretamente rivelarsi la scintilla in grado di far nascere una primavera in cui le alte gerarchie ecclesiastiche siano in grado di recuperare il senso della realtà e della misura, ritornando alle origini della loro missione: essere servi coraggiosi e non apparire più principi servili.

Benedetto XVI: Eredi, il Papa nero Turkson o l'italiano Scola?
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