Baciato dal Sole: Guglielmo Scilla tra sesso violento e droga, ma è tutto troppo mediocre

Baciato dal Sole (Guglielmo Scilla)
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Guglielmo Scilla (Elio Sorrentino) si fa baciare dai raggi del sole tra overdose, alcool, sbalzi d’umore e intermezzi di Giuseppe Zeno che fa sesso esagerato contro le vetrate.

Baciato dal Sole, sulla carta, era una specie di Saranno Famosi-wannabe che si sarebbe accontentato del ketchup al posto della salsa Kentucky e avrebbe confezionato la classica storiellina politically correct del ragazzo umile che lotta per i propri sogni e magari – perché no? - trova anche l’amore. E invece no. La Rai, fresca di nomine nuove e intenti digital-native, ha puntato sull’effetto sorpresa. Brutta sorpresa. A dispetto del titolo molto in mood Walking on the sunshine, Mamma Mia! e cose così, colorate e zuccherose, la fiction con Guglielmo Scilla dribbla violentemente i chiari luoghi comuni per incorrere però, purtroppo, in cose ancora peggiori. L’italianità di Baciato dal Sole emerge da qualunque cosa, un po’ alla Alberto Sordi che tenta di fare l’americano ma il maccherone lo provoca, lo provoca continuamente. E Baciato dal Sole si è fatto un po’ sfuggire la mano con le provocazioni. Per evitare l’effetto-mediocritas delle fiction italiane (ok, c’è qualche eccezione ma da trovare col lanternino) si ricade a tutti i costi nel torbido, alla Garko e co: il ragazzo normale alla ricerca del posto al sole (in televisione e sul web) diventa un matto incoerente, che due minuti dopo essere diventato popolare se ne sbatte, salta le prove e improvvisa in scena perché “si è innamorato”. Dopo aver fatto tutta la fatica del mondo per realizzare il suo sogno? Sì. Ma che senso ha? Nessuno, ma va bene così.

La fiction risultante è una scacchiera tra sesso violento e droga extreme (ovviamente, abbinata all’alcool, le sigarette, i panini con la salamella, il lesbo buttato lì a caso e tutto il possibile per sembrare meno luogo comune quando poi, purtroppo, risulta più del luogo comune stesso). Roba che i ragazzi di Trainspotting si rivoltano davanti al televisore con lo schermo ultrapiatto profetizzato alla fine del film. Elio Sorrentino, che vive di un complesso edipico + complesso dell’abbandono mai risolti, non sta a farsi baciare dal sole ma si getta all’inseguimento di una donna che non lo vuole. E poi c’è Giuseppe Zeno, preso direttamente dagli anni ’50 tutti pastello de Il paradiso delle signore e piombato come “produttore” falso e calcolatore (tanto per ribaltare le convenzioni) e con il vizio del sesso violento, con tanto di tirate di capelli e schiaffi. Bello, non c’è che dire. Ma tutto questo scandalo dov’è? A far "scandalizzare" davvero sarebbe stata una fiction travolgente, inaspettata, che conquistava il telespettatore in modo intelligente giocando con gli schermi, con i rimandi (Willowoosh e l'alter ego del protagonista), gli abissi e i rivoli del mondo dei talent sforna-talenti. Che in TV sia tutto sesso e macchinazioni è un po' troppo, per tutti. E adesso, nella puntata del 15 marzo, Elio è addirittura in overdose, schiacciato da un mondo che lo opprime (è dura la vita del comico-cantante-duettatore con Noemi). Sopravviverà? A prescindere da questo inquietante quesito, Baciato dal Sole è una fiction (per ora) con un destino proiettato inevitabilmente all’ombra.

Crediti: Youtube / Willwoosh, Blog di cultura