Avengers 2: Age of Ultron, il mucchio selvaggio di Whedon (Recensione)

Iron Man, Thor e Cap pronti alla battaglia
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Esce nei cinema “Avengers: Age of Ultron”, l’ultimo cinecomic targato Marvel e Disney. Tornano Iron Man, Thor e Captain America, chiamati ad affrontare un nemico comune: Ultron, un cyborg cognitivo che desidera l’estinzione umana.

(di Emanuele Zambon). Al di là di ogni giudizio critico e di qualunque opinione pro o contro, che si tenga a mente un concetto fondamentale: durante i 160 minuti di durata di “Avengers: Age of Ultron” non sentirete mai il bisogno impellente di sbirciare il quadrante dell’orologio, perché troppo impegnati a stare al passo al surplus di azione e contenuti esibiti con maestria da Joss Whedon, già regista del primo film sui Vendicatori. “Avengers: Age of Ultron" (qui una clip del film) è nettamente migliore del precedente, sia in termini di dinamismo che di interazione tra i personaggi principali; e pazienza se tutto questo può sembrare un paradosso visto il miliardo e mezzo di dollari incassato da Whedon con “Avengers”. DOVE ERAVAMO RIMASTI? L’incipit di “Avengers: Age of Ultron" (guarda lo scontro tra Hulk e Iron Man) catapulta lo spettatore in medias res, il quale vede comparire i propri beniamini tutti insieme, intenti a dare l’assalto al Forte di Bard, covo segreto dell’Hydra, per recuperare lo scettro di Loki. Captain America (Chris Evans), Iron Man (Robert Downey Jr.) e Vedova Nera (Scarlett Johansson) incontreranno per la prima volta gli (in)umani Pietro e Wanda Maximoff, alias Quicksilver (Aaron Taylor-Johnson) e Scarlet Witch (Elizabeth Olsen), la quale altera la percezione della realtà dei supereroi, rendendoli vulnerabili dinanzi ai propri demoni interiori e alle paure più recondite.

“1984”, T-800 E COLLODI. Rientrati alla base, Tony Stark e un perplesso Bruce Banner danno avvio al progetto Ultron, tenendo all’oscuro dell’iniziativa gli altri Vendicatori di “Avengers: Age of Ultron”. Avvalendosi dell’a.i. di Jarvis, le due brillanti menti passano ore a bypassare codici e ad abusare dei mainframe. Quando, ritrovatisi ad un punto morto, mettono in stand by il progetto di difesa della Terra, accade l’irreparabile: Ultron rivela tutto il proprio potenziale cibernetico e riesce a sopraffare l’avanzatissimo Jarvis, invertendo i circuiti delle armature di Stark, facendole passare da “buone” a “cattive”. Il cyborg si ribella ai suoi creatori in pieno stile Frankenstein, le macchine hanno il sopravvento sull’uomo come nel distopico “1984” di George Orwell, Ultron è il Terminator dei tempi moderni, desideroso di liberarsi dai fili da marionetta che lo avvolgono (a suo dire). La soluzione del villain di “Avengers: Age of Ultron” allo status quo? L’estinzione della razza umana (compresi Iron Man e soci). Per farlo si recherà fino a Wakanda, dove acquisterà il vibranio dal bieco trafficante Ulysses Klaw (Andy Serkis), storico nemico di Black Panther nei fumetti, che gli permetterà di dare vita al suo stesso upgrade: Visione (Paul Bettany). Riuscirà Ultron nell’impresa?

L'OPINIONE. "Avengers: Age of Ultron" (qui una carrellata di supereroi stravaganti della storia del cinema) è la pellicola Marvel che forse più di tutte cattura lo stile fumettistico della Casa delle Idee, elargendo il giusto dosaggio di humour e dramma, alleggerendo il notevole minutaggio del film con l'incursione in generi finora meno esplorati come la romantic comedy, oppure con un imprinting da sci-fi puro. L'ultima pellicola Marvel ricalca alcune atmosfere care ai primi due capitoli di "X-Men" (nonché al recente "Giorni di un Futuro Passato""), esibendo un mucchio selvaggio di supereroi corazzati fuori ed emotivamente instabili dentro, dilaniati da conflitti mai realmente sopiti e tormentati dallo spettro del fallimento. Whedon affonda il dito nella piaga dei traumi dei suoi Vendicatori con l'ingresso di Scarlet Witch, che manipola le menti di Tony Stark e Vedova Nera (scopriremo il suo passato da "Black Swan" del Kgb). Il personaggio di Wanda Maximoff, la figlia di Magneto impersonata da Elizabeth Olsen, è uno dei più riusciti di "Avengers: Age of Ultron" assieme all'androide Visione, portatore sano di ingenuità e purezza, ma anche di una gemma dell'Infinito. La strega Wanda, con i suoi straordinari poteri di alterazione del campo probabilistico, risulterà un'utile risorsa per gli ex nemici Vendicatori. IN CONCLUSIONE. Whedon si diverte, in questo suo lungo addio alla Marvel Cinematic Universe, a giocare ai soldatini, alternando sequenze roboanti a momenti più sussurrati, fornendo una lettura di temi cari al cinema come "lo specchio" (Ultron è in qualche modo il doppio di Tony Stark), "l'amore impossibile" (il sentimento tormentato tra la bella Vedova e la bestia Hulk) e fornendo allo spettatore una rilettura in chiave moderna dei grandi classici di Mary Shelley e George Orwell. Il tutto servito su un piatto ricolmo di effetti speciali al cardiopalma senza soluzione di continuità, come la notevole sequenza del volo, in pieno stile "E.T.", di un rimorchio. A risentire della grande abbuffata di tematiche e personaggi è la vecchia guardia, a cominciare daTony Stark, efficace one-liner (ma un pò in ombra), e proseguendo con Thor e Captain America, il cui spazio nel film viene centellinato per far posto alle seconde linee come Occhio di Falco (Jeremy Renner), novello Robin Hood inferiore per capacità ma non per spirito di sacrificio agli altri supereroi di "Avengers: Age of Ultron". La sensazione finale è quella del primo giorno di scuola: tanti elementi da gestire, caos dilagante ma divertimento assicurato.

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Crediti: Marvel, EW