AnnoUno: Bene i Jackal, male Santoro Innocenzi e Lotito

Il travestimento di Vauro nella seconda puntata di Announo
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Nella puntata di AnnoUno del 20 novembre 2014 a fare discutere è la questione Tor Sapienza, con Ignazio Marino in studio. Ma arriva anche Claudio Lotito, che contribuisce alla confusione. Guarda i video della seconda puntata.

Dopo l'ondata di polemiche scatenata dall'esibizione delle Femen alla prima puntata stagionale di Announo, Michele Santoro avrebbe dovuto darsi davvero da fare per ideare una puntata di impatto anche solo paragonabile a quella di una settimana fa. E non si può dire che non ci abbia provato fin dall'inizio: la sua copertina della seconda puntata, andata in onda alle 21.10 su La7 e condotta come di consueto da Giulia Innocenzi, è iniziata facendo risuonare nello studio e nelle case degli italiani il motivetto fascista “Faccetta nera”, che ha accompagnato Santoro mentre recitava un discorso di Mussolini riadattato all'attuale situazione italiana: “Camice nere della rivoluzione, uomini e donne ascoltate il vostro duce che vi parla. Quelli che occupano le piazze non sono i veri fascisti. I veri fascisti non hanno paura di qualche faccetta nera". La provocazione dell'(ex? ) giornalista è servita da introduzione al tema della puntata, l'immigrazione e l'integrazione, partendo naturalmente dall'attualissima questione Tor Sapienza.

AnnoUno: Bene i Jackal, male Santoro Innocenzi e Lotito

Si parte con due donne residenti nel quartiere romano, che spiegano le ragioni della “rivolta” popolare giustificando in qualche modo l'aggressione al centro di accoglienza per immigrati, scatenando ovviamente il dissenso indignato di parte della platea. Certo forse non è stata l'idea del secolo, in una puntata del genere, schierare tutti i partecipanti di origine extracomunitaria uno a fianco all'altro, quasi a voler simboleggiare una contrapposizione inevitabile o un'integrazione impossibile. Va invece riconosciuto coraggio al sindaco di Roma Ignazio Marino, che – competente o meno, colpevole o meno del degrado della propria città – ci mette la faccia presentandosi di fronte alle proprie cittadine imbufalite al programma web-televisivo che solo una settimana fa, tramite le vignette di Vauro, aveva ironizzato sul piccolo-grande scandalo dell'ormai nota Panda rossa e delle multe non pagate.

AnnoUno: Bene i Jackal, male Santoro Innocenzi e Lotito

È proprio Vauro, per brevi tratti, a dare un po' di sollievo alla sempre piuttosto banale Innocenzi con qualche momento di ironia mirato anche a portare l'attenzione su alcuni temi d'attualità non trattati dal programma: stavolta, assieme al fido Vincino, finge di giungere in studio in sommergibile (travestito da membro della marina sovietica) per sdrammatizzare il problema delle alluvioni che stanno colpendo l'Italia, e si chiede poi se sia più pericoloso un clandestino magrebino o un magnate svizzero come Stephan Schmidheiny, appena prescritto per la questione Eternit in Piemonte. Peccato che anche il vignettista toscano, sul finale di puntata, ricada un po' in un buonismo di cui nessuno sentiva realmente il bisogno, dopo una serata di dibattiti così aspri, quando entrano in studio i quattro ragazzi di colore del centro per i rifugiati e lui li ringrazia perché “si dice che gli immigrati portano malattie, ma gli immigrati portano sogni”. Non deludono invece i The Jackal, che focalizzano stavolta la propria satira su omosessualità e religione con la gag dall'eloquente titolo “La prima chiesa gay” (ne parliamo nell'articolo dedicato a The Jackal).

In ogni caso, non si preoccupi chi ha perso la puntata: anche stasera i dibattiti sono stati totalmente inutili a proporre qualsivoglia soluzione o anche semplicemente a fare chiarezza sulle questioni trattate, visto il perdurante clima da “Forum” (inteso come il programma di Rete 4) del programma di La7. Ma almeno in quel caso, a un certo punto, entra il giudice e dirime la contesa, mentre nello studio di AnnoUno c'è solo un susseguirsi di invettive castrate da contro-invettive o dalla pubblicità, una gara di urla in cui personaggi senza né arte né parte mostrano spesso quanto fallimentare, dal punto di vista comunicativo, sia il tentativo – pur lodevole – di portare in televisione ragazzi e ragazze “della strada”. Se gli unici momenti di apparente buon senso derivano dagli interventi del politico di turno, infatti, Santoro farebbe bene a preoccuparsi; ma il culmine dell'ipocrisia e della vacuità dei messaggi arriva inesorabilmente con l'apparizione di Claudio Lotito, imprenditore e presidente della Lazio, sul “trono” dell'ospite principale. Tra uno scivolone dialettico e una citazione colta preparata ad hoc per annacquare qualsiasi argomentazione, il braccio destro di “Mister Opti Pobà” aiuta il programma a trascinarsi stancamente verso la “carrambata” finale dei quattro ragazzi del centro di Tor Sapienza, che in modo involontariamente grottesco, tra una domanda non capita e una frase travisata dalla presentatrice stessa, contribuiscono solamente ad aumentare la confusione che regna sovrana. Una cosa ad AnnoUno bisogna riconoscerla: rispecchia perfettamente il Paese.

Crediti: Archivio web