Anna Tatangelo nuda contro il tumore al seno: Le blogger insorgono

Le Blogger contro Anna
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Anna Tatangelo è stata attaccata da diverse blogger per aver posato nuda in una campagna della LILT per la prevenzione dei tumori al seno. "Offende i nostri corpi"

Anna Tatangelo pensava di poter contribuire, a suo modo, alla campagna di sensibilizzazione lanciata dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) denominata Campagna nastro rosa. Alcune settimane fa aveva posato nuda, per una fotografia in cui stringe il suo seno fra le braccia, mettendolo più in mostra accentuandone le dimensioni. Metodologia sgradita a diverse blogger che da tempo si occupano, alla loro maniera, della prevenzione del tumore al seno. Per attirare l'attenzione verso l'argomento, sostengono, non occorre prestarsi a spot pubblicitari nella forma del calendario sexy. La cantante (insieme con la LILT) aveva giustificato la posa dando valore simbolico all'abbraccio, come a dire "mi voglio bene e mi proteggo". Il suo commento era stato "tutte e tutti noi dobbiamo capire che basta poco: ritagliarsi del tempo con appuntamenti fissi, calendarizzati, per controllare la nostra salute e vivere meglio, e, soprattutto, non rischiare di accorgerci troppo tardi del male”. Le promotrici (e le sottoscrittrici) dell'iniziativa contro la Campagna Nastro Rosa 2015, però, hanno voluto esprimere un parere differente nella lettera che hanno inviato, in questi giorni, direttamente a Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute.

La posa della Tatangelo imbarazza in primis Grazia De Michele (Le Amazzoni Furiose) e Sandra Castiello, promotrici della contro-campagna: "Una posa che rappresenta un salto di qualità, di segno negativo, rispetto alle edizioni precedenti della campagna. Negli anni passati, infatti, a rappresentarla erano state scelte donne, sempre appartenenti al mondo dello spettacolo o dello sport e non colpite dalla malattia, che, tuttavia, erano state ritratte vestite e in atteggiamenti più consoni al tema". Considerato anche che le aziende in partnership con la campagna della LILT sono a volte fra i primi responsabili della formazione dei tumori (per l'uso dei materiali e il trattamento delle lavoratrici) si tratta semplicemente di pinkwashing, il metodo cioè secondo il quale si producono prodotti che rischiano di provocare il cancro al seno, e, a un tempo, si aderisce alle campagne di sensibilizzazione. Magari attirando attenzione con un seno giovane, sano e nudo in bella vista.

Crediti: LILT