American Horror Story 5: Ecco perché la serie dovrebbe chiudere

American Horror Story Sarah Paulson
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American Horror Story è ormai in coma vegetale, e l'unica cosa sana da fare sarebbe staccare la spina per lasciarlo riposare in pace. Ecco i motivi per cui la pensiamo così.

Sono passati cinque anni da quanto American Horror Story ha fatto la sua comparsa sul canale FX con la prima stagione, Murder House. L'elemento novità aiutò Ryan Murphy, all'epoca Re Mida delle serie reduce dal dorato successo di Glee, a presentare un prodotto che potesse apparire innovativo ed intrigante: nessuno sembrava aspettarsi le sue mosse e tutto contribuiva a creare un alone di mistero che, avvolgendo lo spettatore, lo accompagnava all'interno di un mondo tanto immaginario quanto reale. Chiunque poteva essere loro, la famiglia in crisi che cerca una casa in periferia per ristrutturare le pareti di una relazione decadente, trovandosi involontariamente al centro di eventi terrificanti che connettono passato, presente e futuro. Chiunque, tra gli spettatori, poteva immaginare una situazione del genere e sentirla vera nonostante gli elementi fantastici. "Potrebbe accadere anche a te", la chiave che ha portato Ryan Murphy nell'olimpo del vero horror.

American Horror Story 5: Ecco perché la serie dovrebbe chiudere

Con il passare delle stagioni la connessione tra spettatore e creatore è andata lentamente affievolendosi: quel fil rouge che teneva connesso American Horror Story ai voleri del suo pubblico ha stretto un doppio nodo in Asylum, dove temi molto più attuali ed insiti nella cultura di ognuno di noi (sessualità, religione, violenza) trovano una sintesi straordinaria all'interno di Briarcliff, teatro dell'orrore in cui lo spettatore guarda nell'abisso, e l'abisso guarda dentro di lui. Una sinfonia del diavolo che suona come un coro di angeli per struttura e messa in scena, cantato da un cast perfetto in ogni tempo e modo. Un punto altissimo da cui, purtroppo, si poteva solo cadere - e infatti il lento declino è iniziato: Coven, Freak Show e poi Hotel, sempre uno al di sotto dell'altro. I segni del tempo iniziano a manifestarsi fin da American Horror Story Coven, lentamente seguiti dagli acciacchi dell'età, dai piccoli dolori, dal passo claudicante.

American Horror Story 5: Ecco perché la serie dovrebbe chiudere

American Horror Story Hotel non è altro che questo, un uomo vecchio e stanco ormai vicino al sonno eterno, a cui Ryan Murphy dovrebbe staccare la spina, trovando il coraggio di dire addio. E invece continua a cercare soluzioni estreme, a riproporre dei canoni già visti nella speranza di convincere uno spettatore che purtroppo, quel filo, lo ha spezzato da tempo. Non è un caso che Hotel sia la stagione con più richiami alla sua gloriosa madre, Murder House, presente in ogni dettaglio. Nel cercare ossessivamente gli antichi splendori però Murphy gira intorno a se stesso e distrugge i suoi stessi personaggi, persi in un girone dantesco fatto di addii e ritorni come a quanto pare succederà per Sarah Paulson - che tornerà anche nei panni del suo personaggio di Murder House, nonostante sia già l'interprete di Sally. E per nascondere le sue mancanze, copre i segni del tempo con sangue e omicidi, cercando nella perversione l'unica possibile scappatoia per invitare lo spettatore a guardare da un'altra parte, a non far caso a quel cadavere ormai privo di vita che lui cerca di rianimare senza successo.

American Horror Story 5: Ecco perché la serie dovrebbe chiudere

American Horror Story Hotel è l'estremo esempio di una situazione ormai tirata per le lunghe, fatta di estremismi e disattenzioni. Quell'ensemble perfetto che tanto rendeva Asylum una gioia per gli occhi si è ormai disintegrato in un'armonia completamente assente, in puntate in cui alcuni personaggi vengono dimenticati in favore di altri che ormai non nascondono più segreti per uno spettatore attento, come ad esempio John Lowe. Se anche la sesta stagione di American Horror Story deve essere così, Caro Ryan Murphy... è decisamente il caso di staccare la spina.

Crediti: FX, YouTube, archivi web, youtube