Alex Schwazer : Il pianto e l'addio, “Non torno, voglio una vita normale”

Il pianto di Schwazer in diretta tv
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Alex Schwazer, il campione di marcia cacciato dalle Olimpiadi di Londra 2012 per un caso di positività all'epo, si è sfogato a Bolzano e ha dato l'addio allo sport : “Non torno, voglio una vita normale”. Il suo è un suicidio sportivo premeditato.

Come un amante che lascia tracce per farsi scoprire dalla moglie, come un ladro che lascia in bella vista la refurtiva : Alex Schwazer non ha fatto nulla per evitare il disastro. E' sembrato un uomo lasciato a se stesso, costretto a nascondere la verità alla fidanzata Carolina Kostner : “Aspettavo che andasse all'allenamento per chiudermi in bagno e iniettarmi l'epo”. Tanti i dubbi sulla ricostruzione delle vicende o sui rapporti con il medico Michele Ferari, indagato a Padova per un importante giro di doping che coinvolge numerosi atleti di caratura internazionale. “Io non devo coprire nessuno. Se qualcuno mi avesse dato il doping, non avrei problemi a fare il suo nome”, ha detto Schawzer nella conferenza stampa che si è svolta oggi a Bolzano. L'aspetto che colpisce di più noi di melty.it è il sollievo di cui parla Schwazer, quella voglia pazza di farla finita con uno sport che gli ha regalato una medaglia d'oro a Pechino 2008 (marcia 50 km), ma che per gli anni successivi gli ha fatto venire la nausea e l'ha costretto a rinunciare agli affetti. “Io non torno più, voglio una vita normale”.

La più grande delusione italiana alle Olimpiadi 2012, Alex Schwazer, aveva più volte in passato detto di non sopportare il doping, questa volta ci è cascato perché non voleva perdere contro chi si dopa. ”Volevo fare la 20 km e la 50 km a Londra. Volevo tutto e ora ho perso tutto”. Ha ragione su un punto : non è un calciatore, e delle sue prestazioni nella marcia al pubblico italiano interessa una volta ogni quattro anni, quando ci sono le medaglie e le Olimpiadi. Spiega Schwazer : “Io voglio un lavoro che mi dia soddisfazione, ma non mi va bene vedere i genitori o la fidanzata solo una volta al mese. E tutto per una gara, che se non vinci sei considerato un coglione”. La differenza tra lui e Carolina Kostner sta nella passione per lo sport che praticano : “Lei pattina perché le piace. Io corro perché sono bravo. Tutti mi vedono in una gara e mai in allenamento, io non ne potevo più di allenarmi così tanto e tante volte ho detto a mia madre che volevo lasciare”. Lo sport come malattia va lasciato ai paesi che trattano gli atleti come soldati, su questo siamo d'accordo con lui. Lo sport come dovere non piace neanche a noi. Per questa piccola lezione, ringraziamo Alex Schwazer. E gli auguriamo una vita normale.

Alex Schwazer : Il pianto e l'addio, “Non torno, voglio una vita normale” - photo
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