Bianco: Siamo noi a creare la "Storia del futuro" (intervista)

Bianco e la sua inseparabile chitarra
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Alberto Bianco ha passato l’estate sui palchi italiani insieme a Niccolò Fabi e, con l'arrivo dell'autunno, ha deciso di raccontarsi a melty.it. Torinese, 29 anni, è uno degli artisti emergenti del cantautorato italiano. Intervista e live unplugged in esclusiva.

È uscito il sole quando Bianco è arrivato nella grigia Milano. Venerdì 11 ottobre, infatti, il torinese ha fatto capolino nella redazione di melty.it e, senza pensarci due volte, si è seduto nell’erba con la sua chitarra. “Come un bambino che in pochi mesi impara a camminare e parlare, io in pochi mesi ho imparato a vivere di sola musica”. E' cambiata parecchio la vita del cantautore, dopo la pubblicazione degli album “Nostalgina” (2011) e “La storia del futuro” (2012). Bianco, solare e determinato, ha ben chiaro il tipo di cantautore che vuole essere e non ha paura di ciò che potrà accadere nel futuro: la musica sarà sempre al primo posto. Aveva cominciato a scrivere tra una pausa e l’altra al lavoro, con grande orgoglio è riuscito a portare le sue canzoni sui palchi, prima nella sua città, Torino, poi nel resto d’Italia. Come Levante, altra gradita ospite di melty.it quest’estate, Alberto Bianco è emerso grazie all'etichetta indipendente INRI.

Hai detto di essere l'unico 'cantautore al mondo che non sa scrivere altro che canzoni': puoi spiegarci meglio qual è, secondo te, il ruolo del cantautore, e in cosa ti differenzi dagli altri? “A parer mio esistono due tipologie di cantautore con due ruoli completamente diversi. Il primo è colui che scrive di ciò che gli succede, o potrebbe succedergli, per cercare poi di coinvolgere il pubblico e renderlo partecipe delle sue canzoni. Il secondo è il cantautore che svela le verità: parla di politica e in ogni circostanza si schiera da una parte o dall'altra basandosi sul proprio credo. Io sono sicuramente il cantautore del primo tipo. Nelle mie canzoni parlo di fatti a me accaduti, di pensieri e idee che mi passano per la mente e li trascrivo cercando di rendere le mie vicende universali per lasciare quindi, a chi ascolta, il potere di ritrovarsi e immedesimarsi”.

Quanto ha influito la tua città, Torino, sulla tua produzione musicale? In uno speciale sul Rolling Stone, dedicato ai negozi musicali preferiti dai musicisti, hai parlato del Rock'n'Folk, un negozio di musica di Torino che ami particolarmente. “Torino è la mia città e non posso che amarla ma quel negozio in particolare è stato un posto importante per me dove ho passato tantissimo tempo, tant'è che sono diventato molto amico dei proprietari. Un giorno, infatti, mi trovavo al Rock'n'Folk a orario chiusura, indeciso su quale disco portarmi a casa. A un certo punto i proprietari mi hanno guardato e a forza di vedermi lì ogni giorno mi hanno proposto: 'Vabbè, a questo punto vuoi venire a cena con noi? '. Ovviamente accettai ed è nata una profonda amicizia. È un posto fondamentale per me perché ho 29 anni e sono esattamente a metà tra l'era digitale e l'era che vuole ancora la copia fisica in mano. Quella cosa di aspettare il cd nuovo, comprarlo e averlo finalmente tra le mani per correre a casa ad ascoltarlo, io l'ho vissuta in pieno. Nelle mie canzoni, inoltre, parlo spesso della città in generale, scelta quasi ovvia avendo come primo obiettivo quello di raccontare fatti ed eventi che mi succedono: Torino ha fatto da cornice alla mia vita e alle persone che ho incontrato e che mi hanno cambiato. Mi piace ambientare ciò che scrivo e preferisco di gran lunga i posti in cui ho vissuto piuttosto che inventarmene di nuovi. Se nei primi concerti hai comunque il sogno di poter un giorno girare l'Italia con la tua chitarra, mi son sempre reso conto che era importantissimo crearsi una credibilità nella mia città". (Sorride pensando ai primi concerti e alle prime birre offerte dai gestori di locali che lo riconoscevano, ndr)

Bianco unplugged per melty.it
Bianco unplugged per melty.it

Hai definito la tua musica 'onesta' ed effettivamente dai tuoi testi traspare proprio questo: sincerità, ma anche tanta umiltà. Non hai paura che, diventando sempre più conosciuto, questa freschezza e questa onestà possano venir meno o essere logorate? “È vero, è un rischio ma vale la pena mettersi in gioco. Già dal primo al secondo disco mi sono accorto che molte cose erano cambiate. Mentre scrivevo il secondo album pensavo inevitabilmente alle persone che ero riuscito a conquistare con il mio primo disco e al fatto che avrei voluto mantenere un rapporto con loro, magari ampliandolo. Nonostante ciò nella mia mente ho continuato a ricordarmi che dovevo essere onesto con me stesso: seguire ciò che amavo e i valori in cui credevo. D'altronde, sono rimasto molto stupito dagli ultimi successi: come un bambino che in pochi mesi impara a camminare e parlare, io in pochi mesi ho imparato a vivere la musica al cento per cento. La coerenza in ciò che scrivo è importante: preferirei aspettare anni prima di fare un altro disco, piuttosto che improvvisarne uno subito, con brani non sentiti o non ben studiati. Voglio dare alla composizione della mia musica tutto il tempo di cui ha bisogno”.

Com'è stato andare in tour con un musicista affermato come Niccolò Fabi? Cosa hai imparato? “È stata un'esperienza fantastica, se ci ripenso mi viene la pelle d'oca. Aprendo i concerti del tour estivo di Fabi, ho avuto la possibilità di vedere una ventina delle sue esibizioni ed ogni performance è stata incredibile. Fabi è un’artista bravissimo ed è circondato da musicisti pazzeschi che rendono ogni concerto unico ed indimenticabile. Oltre all’esperienza professionale, il tour mi ha dato l’occasione di trovare dei nuovi amici che mi hanno dato tantissimo e ai quali, credo, di aver dato anche io qualcosa. Vorrei vedere quest’estate come una partenza, un preludio di cose che succederanno, se non musicalmente, sicuramente in ambito amicizia: cene e vacanze con belle persone! ”

In "La storia del futuro", la canzone che dà il titolo all'album, sono descritte varie modalità con le quali si può affrontare la vita. “Secondo me credere nel futuro è l'unica cosa che ci rimane e con i tempi che corrono è necessario essere ottimisti. Per esserlo, credo sia d'aiuto circondarci di persone che possono trasmetterci questa voglia di continuare a credere in qualcosa. Perché se si fanno le cose bene, domani, che è già futuro, qualcuno se ne accorgerà e ne sarà riconoscente”.

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Bianco con Niccolò Fabi durante il tour estivo
Bianco con Niccolò Fabi durante il tour estivo
meltyUnplugged - Bianco, cantautore torinese
Bianco con Niccolò Fabi durante il tour estivo
meltyUnplugged - Bianco e la sua inseparabile chitarra
Bianco con Niccolò Fabi durante il tour estivo
Crediti: Bianco, Archivio web, melty.it, Facebook Bianco