4 marzo 2018: Che cosa racconta di Hollywood la notte degli Oscar

La notte degli Oscar 2018
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La notte degli Oscar 2018 ha dato un quadro molto preciso della nuova Hollywood che sta nascendo: ecco le nostre valutazioni in un giorno cruciale non solo per il cinema ma anche per la politica italiani.

La notte degli Oscar quest'anno è andata di pari passo alla maratona di Mentana, e un po' tutto il mondo ha fatto "le ore piccole" cercando di capire chi avrebbe vinto il miglior film da un lato e dall'altro chi si sarebbe portato a casa il miglior risultato elettorale in Italia. Che, per quanto possa sembrare strano, conta ancora qualcosa nella politica internazionale (l'Italia, non il miglior film): ecco le nostre valutazioni all'alba del giorno dopo, perché questi Oscar la notte scorsa hanno parlato di una nuova Hollywood che nasce e che forse dà qualche speranza per il futuro.

La Hollywood del "dopo Weinstein" segue una parola d'ordine: inclusione. Il cinema americano si batte per i diritti e abbatte le differenze di etnia e genere con Jordan Peele, primo autore nero a vincere nella categoria di miglior sceneggiatura originale con "Get Out", mentre "Una donna fantastica" vince il premio miglior film straniero raccontando la storia di una transessuale interpretata da Daniela Vega che è anche la prima presentatrice trans nella storia degli Oscar. Le istanze del movimento Time's Up restano in primo piano e una piccola parte di quella lotta ricade a cascata sulle elezioni italiane, dove un'attivista delle Femen ha sorpreso Silvio Berlusconi nei seggi e lo ha apostrofato per bene con un "sei scaduto, Berlusconi". E diciamo che gli italiani se ne sono accorti, dal momento che Forza Italia è arrivata ai minimi storici: il tempo è decisamente finito per il personaggio più imbarazzante che abbia mai calcato le scene della politica mondiale, ma speriamo che questo non abbia incoraggiato l'ascesa di forze pericolosamente di destra, che con l"inclusione" di Hollywood hanno ben poco a che fare.

I VOLTI DEGLI OSCAR 2018
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"
Oscar 2016 - Sebastián Lelio, regista del film "Una donna fantastica"
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"
Oscar 2016 - James Ivory vincitore del premio miglior sceneggiatura adattata per "Chiamami col tuo nome"
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"
Oscar 2016 - Luca Guadagnino, regista del film "Chiamami col tuo nome"
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"
Oscar 2016 - Jordan Peele vincitore del premio miglior sceneggiatura originale per "Get Out"
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"
Oscar 2016 - Daniela Vega, attrice transessuale del miglior film straniero "Una donna fantastica"
Guillermo del Toro vincitore del premio miglior regia per il miglior film "La forma dell'acqua"

Ma andiamo ai fatti: "La forma dell'Acqua" di Del Toro ha vinto i due premi più ambiti in assoluto, miglior film e miglior regia, ed è una favola che parla di amore e diversità, mentre tornando sul versante italiano "Chiamami col tuo nome" di Guadagnino ha vinto come miglior sceneggiatura adattata, e racconta la storia di un amore omosessuale. Alle urne hanno trionfato movimenti politici che gridano invece all'esclusione, alla famiglia "naturale" e al "prima gli italiani": una svolta radicale piuttosto coerente a dire il vero con il panorama politico mondiale, davvero poco rassicurante. In tutto questo, la cultura e l'arte possono davvero svolgere il delicato (e fondamentale) compito di preservare un'etica, un sistema di valori che rischierebbero di essere spazzati via dal qualunquismo e dallo slogan facile, cancellando anni di lotte per i diritti civili. La Hollywood del "dopo Weinstein" si prende carico di questa responsabilità storica e lo fa senza mezzi termini: a noi non resta che sperare che il Cinema che ci ha fatto sognare possa anche salvarci quando arriverà il momento opportuno.

Crediti: Archivio Web