30 anni di ‘Bollicine’, tre generazioni cresciute con Vasco

La copertina dell'album
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Domenica 14 aprile l'album "Bollicine" di Vasco Rossi compie 30 anni. melty.it ha raccolto le emozioni e i ricordi di chi è cresciuto con quelle canzoni. Tre generazioni a confronto.

O lo si ama o lo si odia. Non esistono mezzi termini per chi 'va da sempre al massimo', ma quando Vasco Rossi nell' '83 si presentò al Festival di Sanremo con 'Vita spericolata' fu da subito chiaro, anche a chi non lo amava, che la musica italiana non sarebbe stata più la stessa. E' ormai storia l'esibizione di un Vasco, spettinato-con le mani in tasca- 'che se ne frega' tanto da abbandonare il palco prima della fine della canzone. Quella canzone, il penultimo posto più fortunato del Festival, fu inserita qualche mese dopo nell'album 'Bollicine', che venderà più di un milione di copie e che, l’anno scorso, è stato proclamato il disco italiano più bello di sempre dalla rivista “Rolling Stones”. L’album, che il 14 aprile compie 30 anni, ha influenzato generazioni molto diverse e distanti. Vasco unisce e divide. Ecco cosa ne pensano i giovani di ieri e di oggi.

30 anni di ‘Bollicine’, tre generazioni cresciute con Vasco

"Io con Vasco Rossi ci sono cresciuta, e bene. Ancora oggi le sue canzoni mi emozionano e mi ricordano di credere con grinta in ciò che faccio. Ricordo ancora un'intervista di qualche anno fa in cui raccontava di quando, di fronte alla traccia di un 'tema libero', scrisse un tema sul fatto che non sapesse cosa scrivere. L'ennesimo 2? No, il tema fu letto di fronte a tutta la classe ed il professore riconoscendo la sua dote, lo convinse a continuare a scrivere. E poi ditemi chi, mentre studia, lavora, trascorrendo giornate che a volte sembrano tutte uguali, non sogna una vita spericolata? !". Carla, 28 anni, Milano

"Bollicine è più vecchio di me, ma è cresciuto con me, o forse sono cresciuto io con lui. Ricordo i lunghi viaggi in macchina con la mia famiglia e le prime autoradio dotate di mangianastri far girare le cassette del Vasco immancabilmente portate da mio fratello e mia sorella. Forse quando si hanno 5 o 6 anni non si è in grado di discernere musicalmente cosa sia bello da cosa sia brutto, ma le canzoni di Vasco sono entrate nella mia testa come le poesie che si studiavano a scuola. Forse quelle due o tre parolacce buttate qua e là mi davano anche un senso di emancipazione. Tuttavia, il fatto che da grande mi sia cimentato ad imparare con la chitarra alcune delle sue canzoni significa che un segno positivo sia stato lasciato dentro di me, per cui bravo Vasco! " Renato 28 anni, Sassari

"A che serve Vasco, l'epigono della disobbedienza, a un bimbo che di obbedire non ha proprio la minima intenzione? Serve piuttosto al fratello maggiore che ha gli anni e la paghetta per strafare, al papà che deve insegnare (a lui e a te) di non farlo e alla mamma che (con il papà ) ricorda di averlo fatto. Per me Bollicine è un suono che viene dalla finestra di casa prima di pranzo: il fratello si sveglia con il mal di testa, la mamma cucina e il papà guarda il giornale (ma non legge perché ascolta). La rabbia di Vasco non mi tangeva di striscio. Non è un caso forse che 25 anni dopo, tutti abbiamo avuto bisogno di Tricarico e del suo inno alla Vita tranquilla..." Luca, 27 anni, Milano

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"Probabilmente apparirò come una persona piatta ma non mi sono mai strappato i capelli per un cantante o per gruppi di cantanti. I capelli sono caduti per altre cause. Quando Vasco Rossi cantò "Bollicine" non feci molto caso al significato recondito del testo, alle metafore per cui per me era una canzone come un'altra. Preferivo altri generi e quando iniziai ad andare per concerti iniziai con U2, Simple Mids, Sting, Pink Floyd. Non ho mai acquistato un disco di Vasco nè sono mai andato ad un suo concerto. Di Vasco sicuramente mi piacciono due canzoni: "Sally" e "Gli Spari Sopra". Adoro "Sally" interpretata da Fiorella Mannoia" Gianpaolo , 49 anni, Parma

"Vasco Rossi è stato per molti dei nati a ridosso degli Anni '80 l'incarnazione stessa della musica, il primo vero "animale da palcoscenico". A lui spetta il primato e la fama di aver riempito, prima di chiunque altro artista musicale gli stadi italiani. Nonostante ciò, non sono un suo estimatore e credo che sia stato comunque un prodotto delle case discografiche nazionali e che, esclusi i primi album, il resto sia una piatta emulazione a oltranza delle proprie sonorità" Tommaso, 32 anni Avellino

"Con le sue note ed i suoi testi - recitati pressoché a memoria dai giovani della mia generazione -, Vasco Rossi ha scandito eventi epici del mio passato come gite liceali, falò estivi, feste universitarie sfociate in interminabili gare di karaoke, il tutto riuscendo sempre a creare un grandissimo e quasi "sacrale" affiatamento. Quel suo gusto per la trasgressione e per la vita a tutto gas è proprio ciò che meglio ha saputo trasmettere ad una generazione come la mia, sempre sospesa tra le lusinghe del vizio e quei momenti no, in cui c'è solo bisogno di evadere e di sentirsi, per un po', 'Liberi liberi' ". Alessandro, 24 anni, Salerno

"Piccolo spazio pubblicità . Mi è sempre piaciuto tantissimo l'inizio di questa canzone, che resta una delle mie preferite. Nell'83, anno di uscita di Bollicine, non ero ancora nata. All'epoca non potevo sapere che di Vasco e delle bibite gassate non sarei stata una delle fan più convinte. Ma questo rocker me lo sono ritrovato in varie occasioni: citato dai giornali, negli articoli, dai politici e persino dalla maestra alle elementari. Grazie a lei oggi so che "io la coca cola me la porto a scuola" non si può proprio dire. Penso che Il Blasco, censurato o meno dai bip sanremesi che lo volevano inutilmente politically correct, abbia avuto l'abilità di arrivare a tutti. E non soltanto perché il suo é il cognome più amato dagli italiani... e dai bollettini postali". Antonella, 26 anni Roma

"I brani di Vasco mi hanno aiutato ad integrarmi nella cultura quando dalla Polonia mi sono trasferito a Milano per gli studi. Il cantautore di Zocca è stato tra i primi autori che ho conosciuto e se con 'Rewind' ci si esaltava nelle discoteche, le note di 'Generale' o 'Alba Chiara' portavano alla mente i pensieri più nostalgici. Ancora oggi quando le ascolto, mi ricordano i momenti più belli della mia vita." Karol, 27 anni, Varsavia

(testi raccolti da Nicola Accardo e Giulia Naddeo)

Crediti: archivio, Youtube