007 Spectre: James Bond (anti)eroe sul lettino di Freud, la recensione

Daniel Craig e Lea Seydoux in Spectre
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È nelle sale "Spectre", il 24esimo capitolo della saga di James Bond. Daniel Craig è lo 007 più 'terreno' ma visto in una pellicola che risulta essere uno sfacciato esercizio di stile.

(di Emanuele Zambon). Se in "Skyfall" la resurrezione di 007 ci aveva consegnato un personaggio quasi ex novo, "Spectre" (guarda l'intervista video al regista Sam Mendes) è il manifesto futurista di James Bond, uno sfacciato (e a tratti presuntuoso) esercizio di stile che dilata a proprio piacimento i concetti di spazio e tempo per poi restituirci un agente segreto completamente stravolto, seppur mantenendo le sfumature che ne hanno decretato il fascino sin dai tempi del capostipite "Agente 007 - Licenza di uccidere". Torna la spia di Sua Maestà, in un film dall'incipit magistrale - un piano sequenza infinito che riprende Daniel Craig (intervistato sul red carpet romano di "Spectre") durante il Dia de Los Muertos in Messico - con una parte centrale chiassosa e fracassona e con un finale da "Notting Hill". Il nuovo film del regista Sam Mendes (lo abbiamo incontrato a Roma) tira le fila dei precedenti capitoli con Daniel Craig protagonista, chiudendo un cerchio e gettando le basi per un restart della serie, magari con un nuovo regista e un nuovo interprete dell'agente segreto nato dalla penna di Ian Fleming. James Bond si scopre fallibile, quasi un dinosauro al cospetto delle nuove diavolerie tecnologiche che promettono di sorvegliare, come nemmeno nella più sfrenata delle fantasie di George Orwell, il mondo intero. In seguito ad un incidente internazionale scatenato da 007, il membro del governo britannico Max Denbigh sponsorizza il pensionamento della sezione 'doppiozero' dell'MI6 in favore dell'utilizzo dei droni. Ancora un volta è proprio 007 a non vederci chiaro e ad indagare alla maniera di Sherlock Holmes, per poi scoprire una sottotraccia inquietante: attentati collegati e caos programmato da una ramificata rete criminale, la Spectre appunto, su cui troneggia impassibile e spietato il machiavellico Franz Oberhouser.

007 Spectre: James Bond (anti)eroe sul lettino di Freud, la recensione

Lontani gli elogi sperticati di "Skyfall" per il 24esimo capitolo della spia dell'MI6. "Spectre" (ecco tutte le precedenti interpretazioni di Craig) rinnega parzialmente la via indicata dal precedente lavoro di Mendes per accogliere stilemi e dettagli accantonati nella svolta craigana della serie, seppur mischiati ad una sadica revisione: Bond ordina finalmente un vodka Martini (e pazienza se si sente rispondere "che non vengono serviti alcolici ma solo centrifughe salutari"), preme il pulsante di espulsione dell'Aston Martin DB10 e atterra con nonchalance sul Lungotevere, trova abiti firmati persino in mezzo al deserto, ha una mira infallibile, ammira una Rolls Royce Phantom. Ma il ritorno alle origini di 007 è sempre parziale e serve a mitigare l'accettazione di un antieroe moderno calato al giorno d'oggi, tormentato dal passato e dalla prospettiva di un futuro in solitaria. È allora che "Spectre" (guarda la clip del film) si rivela per quello che è: un tentativo di psicanalizzare il personaggio piatto per eccellenza, la spia senza contorni e sfumature perennemente in smoking. Se già in "Skyfall" la presenza ingombrante di M assurgeva al ruolo di madre putativa dell'orfano Bond, in "Spectre" è ancora una volta una donna a toccare le corde giuste nel cuore di 007: la dottoressa Madeleine Swann (Lea Seydoux) chiede all'agente segreto di fermarsi, di cambiare prospettiva e appendere la Walther PPK al chiodo. Bond vacilla e a metterlo sul lettino ci pensa freudianamente (e materialmente) il villain Oberhauser (Christoph Waltz, che poi in realtà è...), megalomane poco sfruttato da Mendes che costringe 007 a fare i conti col proprio passato, passandogli in rassegna tutti i defunti da "Casino Royale" in poi.

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"The Dead Are Alive" recita un epitaffio all'inizio di "Spectre" (guarda Monica Bellucci all'anteprima a Roma): nel film di Mendes, come lo era stato per Sergio Leone in "Un Pugno di Dollari", i morti hanno una funzione fondamentale, quella di far realizzare a Bond che siamo anche ciò che perdiamo. Ed è da questa consapevolezza che esce fuori un uomo completamente trasformato, pronto a rivedere le proprie posizioni esistenziali ma al contempo restio ad abbandonare, come gli suggerirebbe San Francesco, l'orologio Omega, la fuoriserie sportiva inglese, gli abiti di alta sartoria e la convinzione strafottente di riuscire a cavarsela in ogni frangente. "Spectre" (ecco il primo faccia a faccia tra 007 e la cupola criminale) fa un piccolo passo indietro rispetto a "Skyfall" ma regala sprazzi di entertainment puro, tra esplosioni, atterraggi di emergenza, sparatorie e feroci collutazioni in treno. Con il24esimo capitolo di 007 ritorna in auge l'action nudo e crudo, che mira però ad essere altro: ovvero una profonda rilettura di un mito pop del Novecento. James Bond è come una delle creazioni di Pininfarina: un modello che trasuda stile e resiste all'urto del tempo. Che piaccia oppure no, è un must.

007 Spectre: James Bond (anti)eroe sul lettino di Freud, la recensione
Crediti: Sony Pictures, Sony, Sony/007