Sleater-Kinney, Bjork, Anthony Laszlo: La playlist di melty

La playlist di melty del 30 gennaio
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Sleater-Kinney, Bjork e Anthony Laszlo sono tra i protagonisti della seconda playlist di gennaio. A chiudere la cinquina i debut-album dei canadesi Viet Cong e del quartetto romano La Batteria.

La playlist di melty è un doppio appuntamento mensile (15 e 30 di ogni mese) utile per tenere d’occhio le ultime uscite discografiche di qualità provenienti dal panorama musicale italiano ed internazionale. Nella playlist del 15 gennaio avete ascoltato Panda Bear, Verdena, Ghost Culture, Giovanni Truppi e Felpa. La seconda playlist del mese –da ascoltare comodamente anche su Spotify – accoglie il gradito ritorno delle Sleater-Kinney, il noto trio femminile americano in pausa discografica dal 2006. Nel capitolo “grandi ritorni” entra di diritto anche Bjork ed il suo lavoro discografico “Vulnicura”. Ben tre i debut-album che ci hanno piacevolmente sorpreso e che chiudono la playlist del 30 gennaio: il duo Anthony Laszlo, direttamente dalla label torinese ‘INRI’, il primo long-playing dei canadesi Viet Cong ed il gruppo strumentale romano La batteria. Buona lettura e buon ascolto!

Sleater-Kinney – No Cities To Love. L’ultima apparizione pubblica delle statunitensi Sleater-Kinney risaliva al 4 agosto 2006 al Loollapalooza Festival. “No Cities To Love”, pubblicato lo scorso 20 gennaio, è l’album che ha segnato il ritorno della band dopo quasi 10 anni di silenzio: un ritorno che ha abbondantemente messo d’accordo pubblico e critica. 10 canzoni per poco più di mezz’ora di musica, ma che mezzora! . Piccole esplosioni compatte d’indie rock al servizio di un cantato accattivante, come è ampiamente dimostrato dalla title track. C’è davvero l’imbarazzo della scelta: meglio la potente sezione ritmica di ‘Gimme Love’ o i nevrotici riff d’elettrica di ‘Fangless’? Decisamente entrambe.

Bjork – Vulnicura Il nono album in studio dell’artista islandese era previsto per marzo. Poi l’imprevedibile: qualcuno ha caricato “Vulnicura” sul web e lei, di tutta risposta, ne ha deciso la pubblicazione improvvisa ed anticipata su iTunes. Un disco dove le incursioni elettroniche si alternano a dolci sessioni d’archi: un tappeto strumentale su cui la voce dell’artista islandese, protagonista assoluta, si appoggia con delicatezza, ma allo stesso tempo con grande caparbietà. Pesante e interessante, poetico ed evocativo: il sound di “Vulnicura” ti coinvolge in pieno, come quando ci si ferma incantati a guardare il vuoto, assorti in chissà quali pensieri.

Anthony Laszlo – F.D.T. Il brano d’apertura dell’album d’esordio degli Anthony Laszlo la dice lunga sul loro conto. Un potentissimo duo chitarra elettrica/batteria, punto d’incontro tra il punk, il cantautorato rock,i Bad Spencer Blues Explosion e la canzone d’autore italiana. F.D.T. sta per Fuori Di Testa: un brano nevrotico, coinvolgente e di un impatto incredibile; l’assolo di chitarra di Gionata Mirai del Teatro degli Orrori è la ciliegina sulla torta. Un consiglio: ascoltate la canzone mentre vedete il video ufficiale. È il miglior modo per essere catapultati nel folle universo del nuovo acquisto della INRI Records di Torino.

Viet Cong- Continental Shelf Un cupo post-punk quello proposto nell’omonimo album di debutto dei Viet Cong: un tripudio di distorsioni ricopre l’ambiente di una patina vintage; l’essenza della band canadese, poi, è tutta concentrata nel binomio delle sezioni ritmiche e del cantato decadente. ‘Continental Shelf’ è la più esemplificativa in questo senso ed anche la più incisiva, ma non sottolineare un brano come ‘March Of Progress’ sarebbe un errore. Sonorità ronzanti, melanconiche e spesso oscure e profonde, ma di una rara intensità.

La Batteria – Chimera Quartetto della scena underground romana, La Batteria debutta con un album davvero molto interessante, interamente strumentale. Colonne sonore dal gusto spiccatamente noir, influenzate da generi e stili musicali anche molto diversi tra loro. Jazz, sprazzi di funk, elettronica: le sonorità si adattano alle tinte cupe da film poliziesco che pervadono tutto questo debut-album. Il paragone più forte è quello con i Calibro 35, ma non solo: nel calderone de La Batteria (che non fa riferimento allo strumento, quanto ai gruppi di rapinatori dei cosiddetti “anni di piombo”) ci si trova tutta la musica strumentale che negli anni ’70 e ’80 ha vissuto un periodo di forte creatività, Morricone e i Goblin su tutti.

Gabriele Naddeo

Crediti: web