Rock in Roma 2016: Bruce Springsteen, Gue Pequeno e Giò Sada guidano la line up

La presentazione del Rock in Roma 2016 con la line up e le dichiarazioni dell'organizzazione
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La line up del Rock in Roma 2016 con nomi stellari da Bruce Springsteen fino a Giò Sada. Il report della presentazione su Melty!

(a cura di Thomas Cardinali) - Il Rock in Roma 2016 si preannuncia come uno dei più grandi di sempre nella storia della manifestazione. Un evento che abbraccerà la musica a 360° non soltanto per quanto riguarda il rock, ma anche per il meglio dell' indie italiano dando spazio a nuovi talent. La conferenza di presentazione, alla presenza dei direttori artistici Sergio Giuliani e Maxmiliano Bucci, che si è tenuta oggi nella Capitale è servita proprio per annunciare la line up definitiva di uno dei pochi festival al mondo che non si concentra in pochi giorni ma va avanti per più di 2 mesi. Un evento che sarà dominato dalla presenza di quattro star internazionali: i Duran Duran, gli Iron Maiden e, soprattutto, i mega eventi al Circo Massimo con David Gilmour (unico a livello mondiale) e con "The Boss" Bruce Springsteen. Proprio su questi ultimi due gli organizzatori hanno voluto spendere parole importanti: "Qualche nostra idea è piaciuta sia a David Gilmour e Bruce e siamo orgogliosi di ospitare questi artisti. Gilmour farà solo questo concerto al mondo. Il progetto di me e Sergio per quel concerto è unico, sarà una sorpresa di due giorni all’interno del cuore della nostra città e dell’Europa. Lo show di Springsteen sarà come quello dei Rolling Stones e arriveremo dopo un’esperienza già alle spalle rispetto alla prima volta”.

Un'edizione dunque che sarà ancor più centrale rispetto al passato e duplicherà l'esperimento del concerto dei Rolling Stones quando Roma venne letteralmente invasa da fan provenienti da ogni angolo del mondo: "Il festival, nato come una kermesse della periferia romana, si è inserito in una location storica come il Circo Massimo. Non è solo diventato il centro di Roma, ma si è fatto strada dandoci la possibilità di capire che qui è possibile fare degli eventi di arte contemporanea inserendo il rock e farlo diventare un festival aperto al mondo. Spostare l’asse da un contesto periferico ed inserirlo al Circo Massimo in una città come Roma è complesso e difficile. Abbiamo fatto un esperimento con i Rolling Stones e c’erano molte incognite, ma essere riusciti a far defluire 80 mila persone (la metà proveniente da fuori Italia) in poco tempo ci ha dato coraggio”. Una delle novità più interessanti sarà l'Italian Way con un palco e un aerea da circa 4000 spettatori in cui si esibiranno quei gruppi che non possono contare su un grande seguito a prezzi ridotti: "Un palco del genere, che è quello dell’Italian Way è da 3-4 mila persone. Così possiamo accontentare il pubblico con dei prezzi bassi. Con 65 euro riesci a vederti quasi tutti i concerti di questa novità. Abbiamo sempre discusso della scarsa partecipazione degli artisti italiani, sennonché ci sono i talent che ogni tanto danno prodotti interessanti. Ci sono gruppi di apertura che suoneranno prima di altri grandi artisti”.

Le altre novità saranno un area completamente gratuita dove saranno proiettati i documentari sulle più grandi band rock: “Dal 17 di giugno apriremo gratis il nostro ippodromo per fare una cosa a cui teniamo tanto: ogni sera ci sarà Rock in Movie con documentari e concerti proiettati sui nostri palchi. Partiremo da Woodstock fino a David Bowie per far si che noi non rimaniamo solo un festival con concerti a pagamento”. Se l'Italia proseguirà il suo cammino oltre i gironi di qualificazione a Euro 2016, si sta pensando di installare dei maxi schermi per permettere agli italiani di poter unire in un unica sera queste due grandi passioni: “Se dovesse giocare l’Italia saremmo straorganizzati anche in base agli orari. Fino alle qualificazioni non ci sono problemi”. Si svolgeranno anche dei dj set per permettere ai giovani di divertirsi, con un servizio di navette prenotabile on line reso possibile grazie a un investimento privato della manifestazione che ancora una volta ha trovato difficoltà nel rapporto con Atac: “Immaginiamo una linea di bus che seguisse anche la metropolitana che possa seguire le periferie. Spesso si tende a salvaguardare il centro dimenticando che lì abitano solo 150-170 mila persone mentre 3 milioni che vivono in altri luoghi. La nostra idea è legare tutta la città. Abbiamo individuato un percorso di linee di metropolitana e bus di superfici, non mi ricordo perché non fu possibile mentre per quest’anno c’è un’ipotesi”.

Gli sponsor di Rock in Roma aumentano ogni anno, anche se per la terza edizione consecutiva il main principale è rappresentato ancora una volta da PostPay come ricorda il loro direttore Paolo Baldriga: "Un milione delle nostre carte transano solo di musica, dai biglietti ai concerti. Aspetti estremamente pragmatici sono la scontistica del 15% per chi compra i biglietti o il food e beverage, oltre ad un ingresso prioritario”. Post Pay ha anche promosso un innovativo progetto di crowfunding: "Nel mondo della musica è una grande novità e poste italiane è il motore digitale di inclusione in Italia. È una realtà interessantissima e abbiamo iniziato a farlo raccogliendo più di 650 proposte di progetti musicali e una trentina sono stati pubblicati. Dopo aver raccolto i soldi abbiamo fatto esordire questa proposta come gruppo prima di un grande artista. L’unico modo per rinnovare è andare a cercare i talent”. Un evento benefico sarà invece legato alla fondazione Race For Cure, con cui una semplice richiesta di collaborazione si è trasformata in una vera e propria partnership come ha spiegato il dottor Riccardo Masetti: "Devo condividere con voi il piacere di essere qui, ordinariamente sono un chirurgo chiuso in sala operatoria a quest’ora ed essere a questa conferenza stampa mi emoziona tantissimo. Gli artisti firmeranno una fender che poi sarà messa all’asta e il ricavato sarà devoluto alla onlus che si occupa di combattere i tumori al seno. Avevamo anche deciso di lasciare il Circo Massimo il 14 maggio a Bruce perché io sono malato di Springsteenite, ma alla fine ha cambiato data”.

L'edizione del prossimo anno del Rock in Roma si svolgerà ancora (almeno dovrebbe) nella Capitale, nonostante le insistenti offerte di altre metropoli e le incognite della situazione politica e le imminenti elezioni: “Il nostro è un aspetto progettuale, un sogno che stiamo cercando di mettere su carta. Stiamo facendo i primi sopralluoghi e stiamo cercando di porre le basi. Dobbiamo trovare degli elementi tra la mitologia e il rock. È evidente che un progetto come questo senza una città ci sostiene non potremmo farlo, se ci diranno no andremo in un’altra città”. L'idea degli organizzatori è creare una Weekend Way con due giorni consecutivi di concerti tra Capannelle, Circo Massimo e altri luoghi simbolo di Roma e provincia: il teatro di Ostia Antica, Villa Adriana a Tivoli e altri teatri storici. Già si sta lavorando ai primi grandi nomi, ma bisognerà vedere come detto cosa ne penserà la nuova amministrazione anche se risulta difficile credere che possa interrompersi un festival ormai diventato un appuntamento fisso per i romani e, negli ultimi anni, per tutto il mondo della musica.

Crediti: Thomas Cardinali, Rock in Roma, Web