Le Iene: Lo stupro di Cagliari che fa discutere (video)

mauro casciari
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Sesso o violenza di gruppo? Mauro Casciari delle Iene ha intervistato due ragazzi di Uras (Oristano, Sardegna) condannati a cinque anni per stupro e violenza di gruppo ai danni di una ragazza a Cagliari. Guarda il video su melty.it.

Finale di stagione con il botto per Le Iene. Dopo l’intervista a Fedez su Emma Marrone e i matrimoni gay, Le Iene hano trasmesso un servizio molto contestato sulla condanna di due giovani di Uras (Oristano, Sardegna) per una presunta violenza carnale di gruppo su una ragazza. Il caso, ripreso dalla stampa locale e nazionale, ha visto coinvolti due giovani, Massimo Pinna e Nicola Fenu, e una ragazza di cui non è stata rivelata l’identità. Nel servizio, andato in onda durante la puntata del 2 Giugno delle Iene, la presunta vittima dello stupro si è rifiutata di dare la sua testimonianza. Per questo, Mauro Casciari delle Iene ha potuto solamente riferirsi agli atti del processo e alla testimonianza dei due ragazzi. L’accusa parla chiaro: Massimo Pinna e Nicola Fenu hanno violentato in gruppo la giovane, appena fuori dai locali di una nota discoteca di Cagliari. I due, condannati in primo grado a 5 anni di carcere a una multa da 50.000 euro, hanno fatto ricorso in appello. Secondo la loro versione, la ragazza era consenziente e aveva proposto per prima di fare sesso a tre. Il servizio delle Iene, se non ha risolto il caso, ha comunque messo in luce diversi aspetti dell’accaduto che la sentenza del tribunale aveva messo in secondo piano. Vediamo quali.

Lo stupro, secondo la ricostruzione fornita dalla ragazza, risalirebbe alla sera del 13 Giugno 2010. Un addio al celibato come tanti, un gruppo di amici – tra cui Nicola Fenu e Massimo Pinna - che si è recato a Cagliari per festeggiare in un night club. Nicola Fenu ha raccontato di aver conosciuto la ragazza per caso, e di averla portata nel privé con gli altri suoi amici, per continuare la conversazione cominciata nei locali della discoteca. “Il gruppo, piuttosto euforico, mi ha fatto qualche battuta del tipo ‘ sei venuta qui per farci uno strip tease? ’. Io ho scherzato con loro, e nel mentre sorseggiavo il mio drink”, ha raccontato la ragazza al giudice. Da quel momento, le versioni dei due giovani e della presunta vittima divergono completamente. Secondo Nicola e Massimo, è stata la ragazza a proporre di fare sesso a tre e di farsi pagare (50 euro) per la “prestazione”. Lei dice di aver respinto le avances di Nicola Fenu, perché “era brutto”. Gli amici di Massimo Pinna e Nicola Fenu hanno confermato che il corteggiamento era reciproco. Nicola Fenu ha dichiarato, al giudice e alle Iene, di aver coinvolto Massimo per soddisfare i desideri della ragazza. “Non ci ho pensato un attimo, le ho detto di si”, ha ricordato Massimo Pinna.

Vicini all’uscita, un’amica della ragazza si è avvicinata allo strano trio che si teneva a braccetto. L’amica stessa ha testimoniato in seguito: ““mi sono avvicinata per accertarmi se fosse tutto a posto, perché non conoscevo quei ragazzi, con una scusa l’ho abbracciata e le ho chiesto se fosse tutto a posto, e ha confermato che non aveva problemi”. La testimonianza successiva è quella del bodyguard, che non voleva far uscire i due ragazzi perché non avevano le tessere della consumazione. “La ragazza – ha raccontato il bodyguard – mi ha dato del coglione perché non facevo uscire i suoi amici”. La violenza – o il rapporto sessuale consenziente – si è consumata a poche decine di metri dalla discoteca, vicino ai parcheggi, a quell’ora della notte ancora frequentatissimi da buttafuori e clienti.

La ragazza ha riferito di esser stata colpita da uno dei due ragazzi, ma senza ricordarsi quale dei due: ““una volta nei parcheggi, ha cominciato a toccarmi, io non ho collaborato all’approccio e questo mi ha colpito al volto e io sono caduta in terra”. La ragazza ha sostenuto inoltre di esser stata attirata fuori dal locale con la promessa di un tiro di cocaina. In 2 interrogatori diversi, la ragazza ha raccontato di quando aveva chiesto al barman se poteva tirare cocaina sul tavolo. Nella prima versione, il barman le avrebbe detto di farlo, ma in fretta. Nella seconda, le avrebbe risposto di no. Nicola Fenu ha negato sia di avergliela offerta, sia di averne fatto uso personalmente. Secondo la ragazza, invece, alla fine del rapporto i due le avrebbero allungato la banconota da 50 euro: “mi ha avvicinato una banconota da 50 uro. Io confusa gli chiedevo ‘cosa mi stai dando? ’, e lui diceva ‘ecco, questo è il tuo pippotto’. Ho preso quella banconota”.

La mattina seguente la ragazza di è recata al pronto soccorso. La diagnosi ha confermato una tumefazione al naso, ma non è stata riscontrata nessuna alterazione nel sangue da sostanze proibite, e il ginecologo non ha riscontrato alcun segno di violenza: “non sono evidenti tumefazioni, abrasioni o lacerazioni sospette”. Le abrasioni che la ragazza ha riportato sulle ginocchia sono da riferirsi, secondo la difesa, al fatto che i tre hanno fatto sesso in mezzo a un campo. Il caso è ancora aperto, in attesa del giudizio di secondo grado. Un giudizio che, secondo gli imputati Nicola Fresu e Massimo Pinna, è già stato deciso dalla prima sentenza. A prescindere dalle incongruenze della testimonianza della ragazza.

Nicola Fresu e Massimo Pinna sono ora disoccupati, isolati nella loro comunità di origine, marchiati a fuoco come “gli stupratori di Uras”. Le incongruenze del racconto della ragazza non sono stata riportate nella sentenza di primo grado. In casi come questo, il confine tra l’essere consenzienti e l’impossibilità di difendersi causata dall’uso di droghe e sostanze illegali è molto sottile. Le testimonianze degli uomini della sicurezza della discoteca, degli amici di Nicola Fresu e Massimo Pinna e dell’amica della ragazza sono concordi nell’affermare che la ragazza è rimasta in compagnia dei due spontaneamente, e che è uscita e rientrata dalla discoteca senza costrizione alcuna. I referti medici hanno confermato che la ragazza ha ricevuto un colpo forte al naso, ma non è chiaro in che maniera e quando sia successo. Il ginecologo non ha riscontrato segni di violenza sui genitali della ragazza.

Su Facebook, gli spettatori delle Iene hanno rimarcato da un lato l’eccessiva esposizione mediatica dei due ragazzi, che hanno avuto la vita rovinata dalla diffusione della notizia della condanna. Dall’altro lato, gli spettatori hanno fatto osservare che tutti i referti e le testimonianze erano a favore dei due accusati. La maggioranza dei commentatori è a favore della tesi sostenuta dai due ragazzi. L’accusa della ragazza si regge sulla sua sola testimonianza. La sua credibilità, inoltre, è stata messa in discussione dall'ammissione di aver fatto uso di cocaina. La sentenza di secondo grado dovrebbe chiarire queste incongruenze.

>>> Guarda il video dell'inchiesta sul sito di Mediaset.

Crediti: Le Iene


3 commenti
  • Se ci fai caso, l'articolo risale a più di un anno fa, quando del secondo grado ancora non vi era traccia. Nessuno ha sodalizzato con gli stupratori qui, solo presentato i fatti e posto la questione sul sottile limite - in questo caso specifico e in relazione a quanto riportato dai testimoni - tra una notte trasgressiva - alcool, droga - e la violenza carnale. La questione dell'eccessiva esposizione mediatica in questi casi non è banale.
  • Poveretti, ora sono disoccupati e rimarranno marchiati a fuoco solo per aver violentato, quasi ucciso una povera ragazza e alla fine le hanno lanciato addosso in segno di disprezzo 50 euro. Queste notizie spezzano il cuore. E chissà chi ha provocato lesioni interne con uso di oggetti alla ragazza... mah! Beh, la condanna ai 2 insulsi delinquenti è stata confermata anche in appello. Testa di niente di un Dredd. Che cattivoni i giudici, anche quelli di secondo grado. Stendiamo un velo pietoso anche per chi ha scritto l' "articolo". C' è gente che non si vergogna a solidarizzare con gli stupratori. Un po' di dignità no eh?
  • approfittatrice testa di cazzo