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Femen, Inna Shevchenko: "Nude ma in movimento", l'intervista

Il reportage dal mondo Femen raccoglie il pensiero di Inna Shevchenko, leader indiscussa a Parigi. Tra strenue barriere ideologiche e velate accuse di maschilismo, la pasionaria ucraina espone la sua visione del mondo. L'intervista.

Inna ShevchenkoIntervista

(di Niccolò Inches – Parigi) "Nel mio paese, la politica è mafia". Inna Shevchenko è come te l’aspetti: parole fredde e sguardo glaciale, tipico delle algide bellezze dell’Est. Assai arduo, se non impossibile, strappargli un sorriso. “Una lotta globale” è il Credo ateo sbandierato della ragazza ucraina: una mondializzazione del femminismo. La giovanissima (23 anni) leader delle Femen, a suo agio nell’abbattere simboli religiosi (“Occorre eliminare la religione dallo spazio pubblico”), non sembra tuttavia esserlo nel corso dell’intervista. Il suo (pur ottimo) inglese è pronunciato con un tono accorato, a difesa della rigida sovrastruttura dell’universo Femen, che Inna oppone pedissequamente ad ogni nostra obiezione, dei “Punti di vista tipicamente maschili” come ci ha rimproverato. La pasionaria del Mar Nero resta però la star indiscussa del nucleo “armato” (di seni scoperti) parigino, di cui melty ha illustrato il centro d’addestramento: il suo, però, non è lo slancio romantico della Musa di Delacroix ne “La Libertà che Guida il Popolo”, ma un’osmosi tra il gioioso naturalismo femminista da corone floreali e la fermezza ideologica di impronta (quasi) sovietica. Per rompere il “ghiaccio” (appunto), facciamo partire il colloquio con la stretta attualità.

>>> Leggi anche su melty.it Femen a Parigi: Foto esclusive dal covo di Inna Shevchenko (reportage)

femen parigi covo inna shevchenko
Inna Shevchenko

Amina è stata nuovamente condannata (detenzione illegale di lacrimogeni, n.d.r) e resterà agli arresti in Tunisia. Quale sarà la risposta delle Femen? Ci saranno altre iniziative nel Maghreb? La lotta per Amina non è finita. Ci saranno altre dimostrazioni in topless nel paese arabo: La Tunisia per noi è una zona strategica, ci sarà sicuramente un ritorno anche se non posso dire quando esattamente. Detto questo, la manifestazione sarà condotta in simultanea in altri 10 paesi, per un “International Topless Day” nei pressi delle ambasciate. Manifesteremo anche per le donne egiziane.

La Francia le ha appena concesso l’asilo politico. Lo aveva richiesto anche in altri paesi? Quando ho saputo che le autorità ucraine volevano punirmi per il mio gesto (l’abbattimento di una Croce a Kiev, n.d.r), mi sono subito rivolta alla Francia. Mi trovavo già qui e ho pensato che la Capitale francese fosse un punto strategico per il nostro movimento: qui abbiamo aperto la prima scuola di addestramento per le Femen, che prestò avrà anche una succursale in Spagna.

Ci sono state forme di resistenza da parte della politica francese o dell'associazionismo religioso? Non ci sono state prese di posizione ufficiali, ma nei media, soprattutto sul web, c’è stata grande irritazione nei nostri confronti. In ogni caso, è subito partita la propaganda di discredito da parte dei rappresentanti russi e ucraini nel territorio.

Inna alle prese con il "rito" Femen nel covo di Parigi
Inna alle prese con il "rito" Femen nel covo di Parigi
Inna alle prese con il "rito" Femen nel covo di ParigiInna alle prese con il "rito" Femen nel covo di Parigi

Perché ha deciso di unirsi alle Femen? No trova ambiguo, per un gruppo femminista, protestare a seno nudo, esibendo il proprio corpo? Non trova che venga considerata una mera mossa mediatica? (la Shevchenko mostra i primi segni d'irritazione, n.d.r) Faccio parte delle Femen da 4 anni, e da 3 manifestiamo in topless. Questo che lei sta esponendo è un punto di vista tipicamente maschile. Noi vogliamo distruggere l’idea del corpo della donna come oggetto sessuale. Il nostro nudo non è passivo, ma attivo: siamo nude, ma in movimento. Occorre cambiare il concetto di donna che impera oggi. Ci rammarichiamo che non tutti i gruppi femministi usino i nostri stessi mezzi.

C’è dunque una spaccatura nel mondo femminista? Cosa pensa del movimento italiano “Se non ora quando”, che lotta contro la strumentalizzazione del corpo femminile da parte di Silvio Berlusconi, in tv e in politica? Non conosco questo gruppo. Detto questo, bisogna chiarire le differenze. Le altre femministe ci criticano? Se la gente è davvero interessata a conoscere i nostri propositi, riuscirà a comprendere anche il nostro modo di fare. Il mio consiglio per tutte le femministe é: usate il vostro corpo per voi stesse. Berlusconi usa il corpo delle donne per fare soldi e per potere personale, ma la nostra è tutta un’altra filosofia.

femen inna shevchenko intervista
A colloquio nella metro parigina con la sodale francese

A tal proposito, siete a favore della legalizzazione della prostituzione? In Francia c’è un grande dibattito sulla penalizzazione dei clienti delle prostitute (qui si accende il colloquio, n.d.r). Siamo contro la legalizzazione. Prostutuzione significa comprare e vendere il proprio corpo, bisogna uscire da questa logica. E’ un’industria del sesso, un business per uomini. Gli uomini si sentono come dei re, quando fanno turismo sessuale.

Cosa rende una donna libera secondo lei? Se una donna volesse prostituirsi a proprio piacimento e in autonomia, perché non dovrebbe poterlo fare? Occorre criminalizzare i clienti e non legalizzare lo sfruttamento: sarebbe come legalizzare la schiavitù. Vanno approvate, al contrario, riforme sull’educazione, l’accesso al lavoro e la formazione.

Ma perché vietare a qualcuno di usare il proprio corpo, se non è costretto? Perchè allora uccidere dovrebbe essere proibito, se qualcuno vuole farlo? Questo discorso non elimina il problema. Dobbiamo impedire che migliaia di uomini usino le donne come oggetti. Solo l’1% di donne è disposta a prostituirsi per volontà personale. E il restante 99% di giovani donne sfruttate?

Lo sfruttamento è pane quotidiano per le mafie. Legalizzando, si toglierebbero proventi alla criminalità. Stiamo parlando di impedire un uso ufficiale del corpo della donna. Un grande business che può essere legalizzato dai governi. Il punto è proprio questo: dato che ci sono milioni di donne sfruttate, non si può istituzionalizzare il mercato del sesso.

Inna Shevchenko
Inna Shevchenko
Femen - Inna Shevchenko

La religione è il vostro nemico numero uno. (la Shevchenko puntualizza subito, n.d.r) La religione è uno dei nostri nemici. Il nostro obiettivo finale è eliminare il patriarcato. La religione esclude il femminismo e viceversa. Siamo contro le istituzioni religiose e ogni influenza confessionale in politica e vita sociale. Non ci interessa il credo personale della gente, ma siamo contro le tradizioni religiose che rimpiazzano le Costituzioni. Lottiamo contro ogni elemento religioso nella vita sociale, a prescindere dal culto di appartenenza.

Qual è il vostro modello ideale di public policy sul rapporto tra Stato e confessioni religiose? Abbiamo una sola stella polare: eliminare la religione dallo spazio pubblico.

Ci sono altre associazioni internazionali o altre ONG che vi sostengono economicamente? No, siamo totalmente indipendenti da altre Ong o associazioni.

La giornalista ucraina Daryna Chyzh ha sollevato un polverone sulle finanze Femen. Secondo l'inchiesta, percepireste uno stipendio mensile di 1000 o 2.500 euro, quando in Ucraina i salari sono al massimo di 500. Questa giornalista ha scritto anche che indosso scarpe da 800 euro e che le nostre azioni costano 15 mila. Ma lei ha passato un solo giorno con noi.

Mi risulta però che la Chyzh abbia partecipato a più manifestazioni e incontri delle Femen. Sì, ok (si contraddice con quanto affermato prima, n.d.r), tu scegli che tipo di informazioni prendere, ma se prendi informazioni da me, ti posso dire che Daryna ha inventato quelle cose.

Allora, quali sono le forme di finanziamento del vostro gruppo? Tutti sanno che abbiamo due canali per finanziarci: gli Internet shop, chiamati “Femen Shop” e le donazioni pubbliche. In ogni caso, perpetriamo continuamento appelli internazionali per il sostegno alla nostra lotta globale. Ci stiamo sviluppando, il movimento sta diventando sempre più internazionale.

Il nome “Shevchenko”, in Italia, evoca il grande campione del suo Paese. Che ne pensa degli sportivi scesi in politica, come Kakhaber Kaladze e il tennista Marat Safin, a sostegno di Putin o di partiti filo-russi? Questo è un tipico trucco politico: attirare calciatori e star negli affari istituzionali. È una tecnica politica, ma non la chiamo politica: è un business. Una mafia.

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Inna Shevchenko
Crediti foto/video: melty.it
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