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Charlie Hebdo: La marcia repubblicana a Parigi

Dopo le 54 ore di terrore a Parigi, concluse con l'uccisione di tre terroristi, la capitale francese si prepara a manifestare contro il terrorismo nel grande corteo di questo pomeriggio. Presente anche Matteo Renzi.

La minaccia del terrore non è ancora del tutto sotto controllo in Francia, dove le forze dell'ordine sono ancora impegnate a verificare l'attuale collocazione di Hayat Boumeddiene (compagna di Amedy Coulibaly, ucciso dalla polizia a seguito del sequestro di ostaggi in un negozio kosher a Porte de Vincennes), ma Parigi vuole reagire, non vuole farsi attanagliare dalla paura, e si prepara a scendere in piazza – imitata da molte altre città francesi ed europee – per manifestare contro il terrorismo e diffondere un messaggio distensivo, in un momento in cui un'escalation dell'intolleranza su scala internazionale appare un rischio più che mai tangibile. Decine di migliaia di persone sono scese immediatamente in piazza in tutta Europa con raduni più o meno improvvisati, mentre in Francia, nella giornata di ieri, si sono registrati i primi cortei di solidarietà organizzati: a Pau, nel sud-ovest del Paese, circa 30.000 persone sono sfilate in una marcia silenziosa per le vie della città. In 22.000 hanno manifestato a Orleans, e altri 23.000 a Nizza.

L'attesa più grande, però, è per la grande marcia di questo pomeriggio a Parigi, a cui, oltre al presidente francese Francois Hollande e milioni di cittadini francesi e non, parteciperanno tra gli altri i leader esteri Angela Merkel, David Cameron, Matteo Renzi, Mariano Rajoy, Petro Poroshenko, Benyamin Netanyahu e Abu Mazen, nonché i reali di Giordania, il presidente del consiglio europeo Donald Tusk e il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker. L'intento è quello di offrire al mondo una grande espressione di identità, solidarietà e unità del mondo occidentale di fronte alla crescente minaccia del terrorismo internazionale, ribadendo al contempo il messaggio di tolleranza verso tutti i popoli, in special modo verso quelli di fede islamica, che – ora più che mai – rischiano loro malgrado di ritrovarsi oggetto di pregiudizi, ghettizzazione e violenze. Ma con le ceneri degli attacchi ancora non del tutto spente e una terrorista potenzialmente ancora in libertà, non si potrà prescindere da misure di sicurezza estreme: per questo il presidente Hollande, nella mattinata di ieri, ha incontrato in un vertice ad hoc il premier Manuel Valls, i ministri della Difesa Jean-Yves Le Drian, dell'Interno Bernard Cazeneuve, della Giustizia Christiane Taubira e della Cultura Fleur Pellerin, oltre a rappresentanti dei servizi di sicurezza, al fine di escludere il replicarsi degli attacchi terroristici che per tre giorni hanno tenuto in scacco le forze di sicurezza francesi e col fiato sospeso il mondo intero.

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