Blur, Kendrick Lamar, Iosonouncane: La playlist di melty

Kendrick Lamar, Blur, Iosonouncane: La playlist di melty
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Il capolavoro di Kendrick Lamar, il ritorno dei Blur e il nuovo album di Iosonouncane sono i focus della playlist melty di marzo. A concludere in bellezza il disco di Sufjan Stevens e il debutto in casa Garrincha per Sig. Solo.

Torna la playlist di melty, la selezione delle 5 migliori ultime uscite del panorama musicale italiano ed internazionale. Nella Top 5 di febbraio a spiccare vi erano i nomi di Drake, Jovanotti e The Tallest Man On Earth, seguiti a ruota dal debut-album degli italiani di Oach e dall’ultimo disco dei Dutches Uncles. Anche per la chart di marzo ad imporsi è un grande dell’hip hop statunitense: Kendrick Lamar guida infatti la classifica di questo mese, seguito dall’ultimo singolo dei Blur e dal nuovo particolarissimo album del sardo Iosonouncane. A concludere la cinquina un’artista straniero ed uno italiano: Sufjan Stevens e Sig. Solo.

Kendrick Lamar – 'King Kunta' A tre anni di distanza dall’ultimo “Good Kid, M.A.A.D. City”, Kendrick Lamar è tornato con un album di tutto rispetto. “To Pimp A Butterfly”, pubblicato a sorpresa il 16 marzo, è subito balzato in testa alle classifiche iTunes in 30 paesi tra cui anche l’Italia. 16 nuovi brani per un hip-hop d’impatto, farcito di riflessioni personali e politiche, oltre che di grande rispetto per la propria gente (la copertina, in questo senso, è un capolavoro). L’album, frutto della collaborazione tra il rapper californiano e lo storico collaboratore Mark “Sounwave” Spears, vede anche la partecipazione di un altro grande della musica contemporanea: Flying Lotus.

Blur – 'Lonesome Street' Terzo ed ultimo singolo prima dell’uscita del nuovo album “The Magic Whipe”, ‘Lonesome Street’ è stato presentato dai Blur due giorni prima del Secret Show di Londra del 20 marzo, dove il gruppo ha suonato tutto il nuovo disco di fronte a 300 (fortunatissimi) fan estratti a sorte. Per ascoltare “The Magic Whipe” dovremmo aspettare il 27 aprile, ma i singoli pubblicati ad oggi lasciano già intendere che la linea seguita dalla band è quella del loro periodo migliore, quella del “The Great Escape” del ’95. L’album arriva dopo circa 13 anni di pausa e verrà ufficialmente presentato dal vivo il prossimo 20 giugno all’Hyde Park di Londra. Un grande ritorno per un grande gruppo della scena britannica e internazionale.

Iosonouncane – 'Tanca' Sono passati addirittura cinque anni da “La macarena su Roma”, l’album d’esordio del sardo Jacopo Incani, in arte Iosonouncane: la dimostrazione che tempo e qualità vanno sempre a braccetto. I cinque anni, infatti, sono serviti a pubblicare un piccolo capolavoro: “Die”, un disco evocativo, psichedelico eppure cantautoriale, solenne. Una grande unica traccia di 39 minuti divisa in 6 canzoni: storia di un uomo perso in mezzo al mare e della sua paura di morire, ma anche di una donna rimasta sulla terraferma, timorosa di non vedere più tornare il proprio amato. Un disco originale e curatissimo sia dal punto di vista musicale che di quello testuale.

Sufjan Stevens – 'Should Have No Better' Un grande ritorno quello di “Carrie & Lowell”: l’ultimo lavoro pubblicato dal cantante e musicista statunitense è un vero capolavoro di folk e musica minimalista. Agli arpeggi delicati di chitarra è dato il compito di introdurvi nell’intimo mondo dell’artista, dove ogni cosa sembra essere, delicatamente, al suo posto. Un cantato sospeso e sognante, che riprende in più punti le sonorità dei Kings Of Convenience. Il mood giusto per affrontare un tema alquanto complicato: il difficile rapporto tra l’artista e sua madre e il dolore che ha provato il cantautore per la perdita di quest’ultima.

Sig.Solo - 'Missili' Andrea Cipelli (già tastierista di Dente e fondatore della band La Spina) debutta in casa Garrincha Dischi con “Sexsation”, terzo disco per il cantautore emiliano dopo il debut-album “Tempo A(l) tempo” del 2007 e il secondo “Il centro è commerciale”, pubblicato appena un anno più tardi. Se il mood di “Sexsation” è palesemente legato alle influenze di Lucio Battisti, la bellezza di questo album risiede proprio nella capacità con cui Sig. Solo e i Supestar - band con cui l’artista ha collaborato per quest’ultima produzione - riescono a far proprio il linguaggio battistiano. I testi evocativi e le incursioni di chitarra acquisiscono leggerezza grazie al sax in sottofondo, vero collante per tutto l’arrangiamento musicale. “Sexsation” è un’ottima scusa per ritornare alla fine degli anni ’70.

Crediti: web