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50 sfumature, Le età di Lulù, Histoir d’O: Quando le donne raccontano il sesso (estremo) tra letteratura e cinema

O, Lulù e Anastasia tre donne, tre storie d’amore estremo, tre scrittrici, tre film ad alto tasso di erotismo a confronto.

50 sfumature di grigio, e la trilogia che ne deriva, è solo l’ultima e il più “popolare” tra le opere letterarie scritte da una donna e poi trasposte sul grande schermo che raccontano il magico mondo della sottomissione, mentale e poi fisica, di una lei nei confronti di un lui. Il lungometraggio, attesissimo, che sarà presentato in anteprima a Berlino 2015, è un dramma romantico, una sorta di fragilissima favola contemporanea che punta tutto sull’erotismo e in cui la parte psicologica e introspettiva viene messa in disparte per mostrare, senza gusto, le peripezie sessuali dei due protagonisti. Nata dalla penna di E.L. James la trilogia hot ha avuto immediatamente un grandissimo seguito di pubblico e di polemiche derivanti dal rapporto sessuale a stampo BDSM tra l’introverso miliardario Christian Grey che al cinema avrà il volto di Jamie Dornan e la docile Anastasia Steele che sul grande schermo sarà interpretata dalla figlia d’arte Dakota Johnson. Il cinema, e la letteratura, non sono nuovi a storie a luci rosse che esplorano, dal punto di vista psicologico e fisico, il tema della sottomissione. Quello che è forse il più bel libro che già nel 1954 aveva puntato tutto su questo argomento è Histoire d’Oh dal quale è stato tratto l’omonimo lungometraggio del 1975 diretto da Just Jaeckin. Un altro capolavoro letterario che poi è stato preso in prestito dalla settima arte è Le Eta di Lulù di Almudena Grandes. Sul romanzo di quella che a tutt’oggi è una delle più amate attrici spagnole si è basato l’omonimo lungometraggio di Bigas Luna che ha visto esordire sul grande schermo una giovanissima Francesca Neri nei panni di una vera femminista del sesso.

O

L'autrice di Histoire d’O, Dominique Audy, confessò solo 40 anni dopo l’uscita del libro di essere lei la donna aveva inventato la storia di "O" una ragazza talmente innamorata del suo fidanzato da accettare, come prova, di essere portata in un castello a Roissy dove viene data in uso sessuale ad altri uomini e sperimenta pratiche erotiche di ogni tipo. All’uscita il libro fu immediatamente oggetto di scandalo. Nonostante la vittoria del premio letterario Prix des Deux Magots le autorità francesi avanzarono accuse di oscenità all’editore poi respinte dai tribunali che non poterono fare comunque nulla contro il divieto di pubblicizzare il romanzo per diversi anni. A 20 anni dall’uscita dell’esplicita storia di O il cineasta Just Jaeckin adatto il libro al grande schermo e scelse come protagonista una bellissima Corin Clery. La sottomissione di O nei confronti di Rene e di ogni altro uomo lui le imponesse di soddisfare è stata descritta in maniera irriverente e, a suo modo, sensibile tanto nel libro quanto nel lungometraggio. Quella di O è una forma d’amore purissimo e facile da giudicare da occhi esterni ed è stata scritta dalla sua autrice con l’unico scopo di compiacere il suo amante Jean Paulhan. Quando uscì il romanzo nessuno credette che una donna sarebbe stata capace di scrivere una storia tanto spinta.

Lulù

Nel 1989 Almudena Grandes pubblicò Le età di Lulù. La giovane protagonista del film iniziata all’amore dall’amico di famiglia Pablo è quasi l’antitesi di O. Libertina fin nel midollo Lulù ha il coraggio di sperimentare il piacere lasciando l’amore della sua vita che a un certo punto vede come una catena opprimente che frena la sua curiosità. Il percorso sessuale dell’eroina del romanzo della Grandes è stato portato sul grande schermo a un anno dall’uscita del romanzo da Bigas Luna. Una giovane Francesca Neri interpreta la protagonista sfrontata, affascinante e coraggiosa. La forzatura all’incesto con il fratello Marcelo che porta Lulù ad allontanarsi dal marito Pablo e la voglia di sperimentare il sadomasochismo salvo poi pentirsene all’ultimo momento fanno di Lulù una sorta di suffragetta dell’eros curiosa ma non per questo in grado di sottomettersi a bisogni sessuali che non le appartengono. Neanche in nome dell’amore.

Anastasia

La protagonista di 50 sfumature di grigio, il romanzo inizialmente nato come fan fiction di Twilight e poi rimosso dai forum per le descrizioni troppo esplicite di atti sessuali, si chiama Anastasia Steele, ha 21 anni, è una studentessa di letteratura e mai prima della sua storia d’amore con Christian Grey è stata con un uomo. L’antieroina descritta da E.L. James nasce e cresce nella trilogia della scrittrice inglese per piacere alle donne nel tentativo, in molti casi riuscito, di diventare l’icona, malsana, di una generazione. Anastasia è una sorta di Cenerentola moderna che, come nell’originale fiaba dove la scarpetta non è nient’altro che il simbolo della verginità, perde la sua purezza e diventa in tutto e per tutto merce del suo uomo, al secolo Christian Grey ricco e avvenente imprenditore. Le polemiche che i libri, e sicuramente anche il lungometraggio che in Italia sarà nelle sale dal prossimo 12 febbraio in tempo per San Valentino, sono del tutto stantie e anacronistiche. Non c’è da essere sconvolti per le minuziose descrizioni di atti sessuali che ammiccano, senza capirne la poesia, al BDSM c’è da arrabbiarsi perché nel XXI secolo una donna si prostri ancora dinnanzi alla bellezza e al denaro. E non, solo e unicamente, all’amore.

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